Amato lascia la Commissione sull’ Intelligenza Artificiale dopo le parole della premier

Giuliano Amato in un colloquio con il Corriere della Sera ha annunciato che lascerá la cosiddetta Commissione Algoritmo, dopo che Giorgia Meloni, ieri in conferenza stampa, ha detto a chiare lettere in riferimento alla sua nomina: “Credo si sappia che non sia una mia iniziativa”.  A sollevare la questione un giornalista di Libero che ha ricordato la posizione espressa da Amato sull’opportunitá per la maggioranza di nominare quattro giudici della Corte costituzionale in un articolo uscito su Repubblica dal titolo “Democrazia a rischio, l’Italia può seguire Polonia e Ungheria”,  che ha irritato la premier.  “Io penso semmai- ha detto la Meloni- che sia una deriva autoritaria considerare che chi vince le elezioni, se non è di sinistra, non abbia gli stessi diritti degli altri”. “Io  ho evidenziato un altro problema – ha chiarito a questo proposito al Corriere l’ex presidente della Consulta– Ho parlato dell’accoglienza delle decisioni della Corte». Nel senso di un rischio che l’organismo venga additato come “nemico della collettività”, come accade già in Polonia. “Ho pure detto che da noi quello che è accaduto lì ora è inconcepibile; certo potrebbe accadere perché non c’è nulla che lo impedisca”.

Amato, già deputato, ministro e presidente del Consiglio, oltre che avvocato, era stato nominato alla guida della Commissione sull’intelligenza artificiale nel campo dell’editoria, ribattezzata Commissione algoritmi, lo scorso 24 ottobre dal governo Meloni, lasciando la presidenza della Corte Costituzionale. Una scelta che era stata fatta da Alfredo Barachini, sottosegretario all’editoria e all’informazione, in quota Forza Italia, e sulla quale giá all’epoca la Meloni aveva fatto trapelare il suo scarso gradimento.

Alla commissione è stato affidato il compito di valutare i rischi e le opportunità che l’applicazione dell’intelligenza artificiale può avere nel mercato dell’editoria e sul giornalismo.