L’episodio si inserisce nel contesto di una protesta a sostegno dell’imam Mohamed Shahin, detenuto in attesa di espulsione. La Procura indaga per danneggiamento, imbrattamento e altri reati

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli attivisti hanno forzato un ingresso laterale dell’edificio dopo aver scavalcato una recinzione, penetrando all’interno attraverso il bar. Una volta dentro, hanno imbrattato i muri con scritte realizzate con vernice spray, riversato letame nel cortile e sparpagliato vecchie copie del giornale all’interno della redazione. Il tutto è avvenuto in un edificio momentaneamente vuoto, ma regolarmente sorvegliato.
Come riferisce lo stesso quotidiano, tra i 36 denunciati – la maggior parte dei quali già noti alle forze dell’ordine – solo otto risultano incensurati. Molti provengono da ambienti dei centri sociali torinesi e sono noti per la loro militanza in azioni di protesta ad alta tensione.
La Procura di Torino ha aperto un’indagine ipotizzando i reati di danneggiamento, imbrattamento, invasione di edificio privato e violenza privata. Al momento dell’assalto, il gruppo faceva parte di un corteo più ampio, composto da circa un centinaio di persone, che sfilava per le vie della città in solidarietà con Mohamed Shahin, imam 47enne di origine egiziana attivo nella moschea di San Salvario. Shahin è stato trattenuto il 24 novembre scorso nel Centro di permanenza per i rimpatri (CPR) di Caltanissetta, con un provvedimento di espulsione a suo carico. Le autorità lo accusano di sostenere posizioni estremiste incompatibili con la sicurezza pubblica.
L’episodio ha suscitato una forte condanna da parte del mondo politico e giornalistico. La direzione de La Stampa ha espresso sdegno per l’attacco alla libertà di stampa e ha ribadito la necessità di proteggere il lavoro dei giornalisti da ogni forma di intimidazione o violenza.
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