Caso Verdini. Salvini non riferirá in Parlamento

 

Matteo Salvini non ci sta. Lo ha detto a caldo e lo ha ripetuto a freddo.  Il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti non andrá a riferire in parlamento, come hanno chiesto Pd e Cinquestelle, sul caso di Tommaso Verdini, figlio dell’ex senatore Denis Verdini e fratello di Francesca, alla quale il leader della Lega è legato sentimentalmente, finito al centro di un’inchiesta avviata a Roma nella primavera dello scorso anno su una rete di consulenze e su una larga fetta di appalti pubblici banditi dall’Anas. E in particolare su una gara da 180 milioni di euro per l’affidamento di lavori per il risanamento di gallerie. Verdini junior, che è a capo di Inver, società che si occupa di lobbying – è agli arresti domiciliari, mentre il padre è iscritto nel registo degli indagati, ed é stato oggetto di perquisizioni, così come alcuni manager Anas, da parte della Guardia di Finanza. Secondo le accuse, la Inver “facilitava” una serie di ditte nel partecipare e vincere, grazie all’accesso a informazioni riservate. Una vicenda alla quale Salvini sostiene di essere assolutamente estraneo sia come segretario del Carroccio che come ministro,  ricordando che per altro l’inchiesta è relativa al 2022 quando lui non era ancora a capo del dicastero di Porta Pia. A chiedergli di riferire in aula sono stato Federico Cafiero de Raho, deputato M5S , Debora Serracchiani del Partito Democratico e  Angelo Bonelli, deputato alla Camera per Alleanza Verdi e Sinistra. “Funzionari pubblici che discutono di appalti con imprenditori, un sottosegretario della Lega chiamato in causa per interventi normativi, parentele imbarazzanti”, ha sottolineato Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera. “Come può Salvini pensare che non dovrà spiegare al Parlamento che cosa succede negli appalti Anas? Un insulto, la sua alzata di spalle”. Ma l’opposizione non è compatta nella richiesta. C’è infatti anche chi come Enrico Costa di Azione, ha tenuto a rimarcare che  il Parlamento “non è un tribunale” e che “quello che accade nelle aule giudiziarie andrebbe separato da quanto accade nelle aule parlamentari”. Comunque sia, la vicenda é una bella gatta da pelare per la maggioranza di governo.

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