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Data Center, Boom di Investimenti in Italia: 55 GW di Richieste e Corsa alle Autorizzazioni

Il cloud computing e l’AI trainano una domanda senza precedenti. La Lombardia guida la classifica con 30 GW. Il governo prepara un piano per dimezzare i tempi delle autorizzazioni.

È un’esplosione senza precedenti quella che sta vivendo il settore dei data center in Italia. Trainata dalla rivoluzione del cloud computing e dalle applicazioni di intelligenza artificiale, la domanda di connessioni alla rete ha raggiunto livelli record: 55 gigawatt complessivi, suddivisi in 342 progetti presentati a Terna.

Un numero che, come rilevano gli esperti, è cresciuto di oltre 50 volte rispetto al 2021 e che è aumentato di ben 15 GW solo negli ultimi cinque mesi, segno di un interesse concreto e in accelerazione da parte degli investitori, in particolare operatori del real estate e delle TLC.

La Geografia del Boom: Il Nord Italia al Comando

La mappa degli investimenti è chiarissima e conferma il divario Nord-Sud nelle infrastrutture digitali. A fare la parte del leone è la Lombardia, che da sola conta 210 richieste per 30,2 GW, concentrate in larga parte nell’hinterland di Milano, vero e proprio hub nazionale del settore.

A seguire, troviamo il Piemonte con 43 pratiche (9,8 GW) e il Lazio con 27 istanze (4,2 GW). In quarta posizione l’Emilia-Romagna con 15 domande per 2 GW. Numeri che disegnano un’Italia delle infrastrutture digitali a due velocità.

Il Peso sull’Energia: Consumi come una Grande Città

La sfida energetica è centrale. Se oggi l’impatto di questi impianti sulla rete è ancora contenuto, il futuro vedrà un balzo in avanti. Terna, nel suo Piano di Sviluppo 2025, stima che entro il 2030 i consumi dei data center arriveranno a 11 terawattora, pari circa al 3% della domanda elettrica nazionale e in linea con le medie europee (fatta eccezione per l’Irlanda).

Il motivo? La nuova generazione di data center è sempre più potente e grande. Gli impianti più all’avanguardia, una volta a regime, hanno consumi energetici paragonabili a quelli di un’intera città.

La Risposta del Governo: Via Libera in 10 Mesi

A fronte di questa valanga di richieste (di cui 30 GW sono già stati accolti tecnicamente), il nodo da sciogliere è quello autorizzativo e burocratico. Per non frenare gli investimenti, il governo Meloni è al lavoro su un decreto per la semplificazione.

Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha incaricato i suoi tecnici di predisporre una soluzione normativa che prevede:

Una procedura unica per la realizzazione e l’ampliamento degli impianti.
Doppio binario di competenza: fino a 300 MW di potenza, l’autorizzazione spetterà alla Regione; sopra questa soglia, sarà compito del Ministero.
Tempi perentori: il procedimento non dovrà superare i 10 mesi dalla presentazione della documentazione completa, con i tempi per la Valutazione di Impatto Ambientale dimezzati.
Iter super-veloce per i progetti dichiarati di interesse strategico nazionale, con la nomina di un commissario straordinario.

L’obiettivo è chiaro: non perdere il treno degli investimenti e della transizione digitale, garantendo al contempo sicurezza energetica e sostenibilità. La partita si gioca ora sulla capacità di rendere operativo questo nuovo quadro normativo in tempi brevi.

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