Proseguono i negoziati tra Stati Uniti e Unione Europea sui dazi voluti da Trump. L’Europa prepara contromisure, ma la diplomazia resta attiva fino ad agosto

L’Europa prepara una risposta ma attende il dialogo
Nonostante il clima di tensione, Bruxelles si sta muovendo con cautela. La Commissione ha infatti elaborato un secondo pacchetto di misure di risposta ai dazi, risultato di consultazioni approfondite con gli Stati membri e le imprese. Questo nuovo elenco di contromisure è ora al vaglio dei governi nazionali. Tuttavia, l’entrata in vigore delle eventuali misure non avverrà prima del 1° agosto, lasciando margini per il dialogo. “Non agiremo prima di quella data, ma siamo pronti a reagire”, ha ribadito Olof Gill, sottolineando la linea di fermezza ma anche apertura dell’Unione.
Meloni: «Serve un accordo equo entro fine luglio»
Anche dal fronte politico arrivano pressioni per accelerare il processo negoziale. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito la necessità di raggiungere un’intesa con Washington prima dell’inizio di agosto, auspicando una soluzione che sia reciprocamente vantaggiosa per entrambe le sponde dell’Atlantico. Le dichiarazioni sono arrivate a margine di un incontro con il cancelliere austriaco Christian Stocker a Palazzo Chigi.
Tajani a Washington: missione diplomatica ad alta tensione
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è volato a Washington per una visita strategica incentrata sulle relazioni transatlantiche. In agenda, colloqui cruciali con esponenti di spicco della politica americana, tra cui il segretario di Stato Marco Rubio e il senatore Jim Risch. Tajani affronterà temi caldi come la crisi in Ucraina e la situazione in Medio Oriente, ma il fulcro della visita resta il confronto sui dazi, che vedrà anche un incontro con Jamieson Greer, già in contatto con i negoziatori europei.
Francia e Germania avvertono: no a pressioni unilaterali
Parigi e Berlino mantengono una posizione dura ma costruttiva. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha dichiarato, durante una conferenza stampa con Markus Soeder, che la Germania è pronta a reagire se non verrà raggiunta un’intesa soddisfacente, pur auspicando una soluzione negoziata e rapida. Ancora più esplicito il commento del ministro francese Jean-Noël Barrot, che ha definito la proposta americana di dazi fino al 30% una forma di ricatto commerciale. Barrot ha sottolineato come tali misure penalizzerebbero soprattutto la classe media americana, ricordando il ruolo cruciale dell’Unione Europea nell’economia statunitense, con investimenti diretti per oltre 3.000 miliardi di euro. “L’Ue è pronta a usare strumenti di difesa commerciale se necessario”, ha avvertito.
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