Dopo l’uccisione del n. 2 di Hamas, gli Usa si smarcano da Israele e si fermano i negoziati sugli ostaggi

ll numero due di Hamas, Saleh al-Arouri, è stato ucciso il 2 gennaio a Beirut, insieme a Kalil Al Hayya, alto funzionario e membro del politburo del movimento e altri sei uomini tra cui due comandanti delle brigate Al Qassam, mentre era nel suo ufficio colpito dai droni israeliani e si teme ora un’ulteriore, drammatica escalation della guerra in Medio Oriente con un maggiore coinvolgimento nel conflitto degli Hezbollah libanesi e dell’Iran.  La tv di Hamas ha confermato la morte di al Arouri nel  “vile attacco sionista” affermando che l’uccisione del numero due del movimento “non piegherà la resistenza”. Nessun commento é arrivato da Israele che ha riunito di guerra, decretando per l’esercito lo  stato di “allerta elevata”.

E se il nuovo ministro degli Esteri israeliano Israel Katz, che il 31 dicembre scorso ha sostituito Eli Cohen, dopo la forte onda internazionale di critiche all’offensiva israeliana a  Gaza, in continuitá con il suo predecessore ha parlat di “terza guerra mondiale con l’Iran e l’Islam radicale”, gli Stati Uniti sembrano decisi a smarcarsi dal conflitto. Hanno ritirato una delle due portaerei inviate nell’area dopo l’8 ottobre, mentre il presidente Joe Biden continua a insistere con il premier israleiano Benjiamin Netanyahu che continua a nicchiare di avviare negoziati di pace che coinvolgano l’Autoritá palersinese e portino alla nascita dei due stati.

Il fatto che piú preoccupa Washington é l’amplimento del conflitto dello stato ebraico oltre Gaza e il Libano in Siria dove nel silenzio piú totale  Israele e Iran stanno combattendo una guerra sanguinosa. Si sono moltiplicati i raid dei droni israeliani intorno a Damsco nell’obiettivo di colpire i capi dei pasdaran nel paese,uno dei quali Sayed Moussawi é  ucciso a Natalle insieme ad altri ufficiali.

Intanto a Gaza, i morti hanno superato il tetto dei 22 mila, di cui il 70% donne e bambini. Gli israeliani hanno di fatto concluso le operazioni nel Nord della Striscia, e annunciato il ritiro di alcune brigate ma Hamas mantiene forze intatte a Sud e una parte della popolazione comincia a fare ritorno nelle aree distrutte. Il ministro della Difesa Yoav Gallant ha parlato di un altro anno di guerra.