Il documento è indirizzato al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e al Ministro della Cultura e chiede conto del proliferare di progetti per impianti eolici industriali che, secondo l’interrogante, rischiano di compromettere irrimediabilmente il paesaggio e l’identità stessa della Maremma toscana
di Carlo Longo
È approdata alla Commissione parlamentare un’interrogazione presentata dall’onorevole Fabrizio Rossi, deputato di Fratelli d’Italia, che solleva forti dubbi sull’attuale piano di sviluppo dell’energia eolica in Toscana, in particolare nella provincia di Grosseto. Il documento, indirizzato al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e al Ministro della Cultura, chiede conto del proliferare di progetti per impianti eolici industriali che, secondo l’interrogante, rischiano di compromettere irrimediabilmente il paesaggio e l’identità stessa della Maremma toscana.
Un’eccessiva concentrazione di progetti eolici
Rossi denuncia come nella sola provincia di Grosseto siano stati presentati dieci progetti per un totale di 104 aerogeneratori, alti ciascuno 200 metri – circa quattro volte l’altezza della Torre di Pisa – e con una capacità complessiva di 658 megawatt, pari a quasi la metà dell’intero obiettivo regionale previsto per il 2030. Una concentrazione definita “sproporzionata” rispetto sia alla reale esigenza energetica sia alle caratteristiche del territorio.
“Non possiamo accettare – scrive Rossi – che territori dal valore paesaggistico e naturalistico unico vengano trasformati in aree industriali per soddisfare logiche speculative e non pianificate.”
Dubbi sull’idoneità dei proponenti
Al centro dell’interrogazione ci sono anche seri interrogativi sull’affidabilità tecnica ed economica dei soggetti promotori. In quattro dei progetti, i proponenti risultano essere società con un capitale sociale di appena 2.500 euro. Inchieste giornalistiche, tra cui quelle del Corriere della Sera e de Le Iene, hanno sollevato ulteriori criticità sulla trasparenza e solidità delle aziende coinvolte.
Il deputato toscano chiede quindi se il Governo intenda introdurre, sul modello delle gare d’appalto pubbliche, requisiti minimi di solidità economica e reputazionale per le aziende proponenti progetti legati alle fonti rinnovabili.
Una strategia ambientale in contrasto con la tutela del paesaggio?

Un esempio emblematico è quello del progetto “Parco Eolico Scansano”, già bocciato dalla Regione Toscana in sede di Valutazione di Impatto Ambientale per l’eccessiva incidenza paesaggistica e ambientale.
La Maremma tra agricoltura e turismo
L’interrogazione parlamentare pone l’accento sul patrimonio ambientale e culturale della Maremma, un’area che negli ultimi decenni ha costruito la propria rinascita economica puntando sull’agricoltura di qualità – basti pensare alla denominazione del Morellino di Scansano – e su un turismo sostenibile, attratto dalla natura incontaminata.
“Questa terra ha riscattato un passato di miseria e isolamento investendo in un modello di sviluppo armonico. Non può ora essere penalizzata da un’industrializzazione energetica cieca e invasiva,” avverte Rossi.
Le richieste al Governo
Tre le principali richieste rivolte al Governo:
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Intervenire per frenare la “moltiplicazione dissennata” dei progetti eolici in aree sensibili;
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Introdurre criteri stringenti per la selezione dei proponenti, garantendo solidità economica e trasparenza;
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Adottare misure urgenti per evitare speculazioni energetiche in territori di pregio e non coerenti con la reale necessità produttiva.
L’interrogazione si inserisce in un più ampio dibattito nazionale tra transizione ecologica e tutela del paesaggio, evidenziando come la corsa alle rinnovabili, se non governata, rischi di generare nuovi conflitti e squilibri territoriali.
La risposta dei ministri competenti è attesa nelle prossime settimane. Nel frattempo, la Maremma resta sospesa tra energia e identità.
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