Secondo gli ultimi dati Eurosat cresce il divario sociale e peggiora la condizione economica dei giovani e dei lavoratori indipendenti

Lavoratori part-time e confronto europeo
Per i lavoratori part-time, la situazione sembra leggermente migliorata, con un calo della povertà dal 16,9% al 15,7%. Tuttavia, il dato resta comunque elevato rispetto ad altri Paesi europei. In Spagna, ad esempio, i lavoratori full time a rischio povertà sono il 9,6%, mentre in Finlandia appena il 2,2%. Il divario evidenzia come il lavoro, in Italia, non garantisca più una sicurezza economica adeguata.
Giovani e autonomi in maggiore difficoltà
Il problema della povertà lavorativa tocca in modo particolare i giovani e i lavoratori autonomi. Tra chi ha tra i 16 e i 29 anni, l’11,8% degli occupati si trova in condizione di povertà, mentre tra i 55 e i 64 anni la percentuale scende al 9,3%. I lavoratori indipendenti risultano particolarmente penalizzati: il 17,2% guadagna meno della soglia di rischio, in crescita rispetto al 15,8% dell’anno precedente.
L’impatto del livello di istruzione
L’istruzione continua a rappresentare un importante fattore di protezione dal rischio di povertà. Tra chi possiede solo il diploma di scuola dell’obbligo, il 18,2% risulta economicamente vulnerabile, mentre tra i laureati la quota scende al 4,5%. È interessante notare però che, rispetto al 2023, anche i laureati hanno visto aumentare il rischio di povertà, segno di un peggioramento generale delle condizioni economiche.
Segnali positivi sulla deprivazione materiale
Nonostante l’aumento della povertà lavorativa, si registra un miglioramento per quanto riguarda la deprivazione materiale. Nel 2024, l’8,5% della popolazione italiana si trova in condizioni di disagio materiale, in calo rispetto al 9,8% del 2023. Questo significa che circa cinque milioni di persone non riescono a sostenere spese considerate essenziali come il riscaldamento domestico, una settimana di vacanza o una dieta adeguata.
Miglioramenti tra bambini e anziani, ma resta alta l’emergenza sociale
Anche tra i più anziani e i più giovani si osservano piccoli segnali di miglioramento. La deprivazione materiale tra gli over 65 è scesa dal 8,4% al 7%, mentre tra gli under 18 è calata dall’11,1% al 10,5%. Tuttavia, la situazione resta critica, con 2,7 milioni di persone che vivono in condizione di grave deprivazione materiale, ovvero con difficoltà ad affrontare almeno sette delle tredici spese essenziali identificate da Eurostat.
Cresce il rischio povertà tra gli anziani
Nel complesso, il rischio di povertà in Italia nel 2024 si è mantenuto stabile al 18,9%. Tuttavia, il dato mostra un calo tra i minori, con il 23,2% degli under 18 a rischio, e un aumento tra gli over 65, saliti dal 16,9% al 17,6%. Gli anziani in difficoltà economica sono 2,5 milioni, 129mila in più rispetto al 2023, mentre i minori in condizione di rischio si sono ridotti di circa 180mila unità.
Disuguaglianze in aumento
Il 2024 segna anche un ampliamento del divario tra ricchi e poveri. La quota di reddito detenuta dal 10% più povero della popolazione italiana è scesa al 2,5%, mentre quella del 10% più ricco è salita al 24,8%. Questo allargamento della forbice sociale rappresenta una sfida urgente per la coesione economica e sociale del Paese.
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