La sindaca di Firenze Sara Funaro blocca la cittadinanza onoraria a Francesca Albanese, scatenando divisioni nel centrosinistra. Il dibattito investe anche Bologna, Reggio Emilia e altre città italiane

Secondo Funaro, Firenze deve continuare a essere “città di ponti e di pace”, un principio che esclude, almeno per ora, il conferimento del massimo riconoscimento civico alla giurista. La decisione mette fine ai tentennamenti di una parte del Partito Democratico fiorentino, dove non mancavano esponenti favorevoli all’onorificenza.
Il dibattito politico e la ricerca di un compromesso
Il tema resta comunque all’ordine del giorno: domani la commissione pace di Palazzo Vecchio voterà una risoluzione proposta dalla sinistra più radicale per conferire la cittadinanza ad Albanese. Nei dem si valuta un emendamento che trasformi l’onorificenza in un più generico “riconoscimento cittadino”, una formula considerata più neutra. I renziani hanno già annunciato il loro voto contrario, mentre da Avs replicano ironicamente invitando a pensare “a Bin Salman”.
La comunità ebraica di Firenze interviene a sua volta, esprimendo forte perplessità sull’idea di un tributo pubblico ad Albanese. Il presidente Enrico Fink invita a evitare “santificazioni populiste”, sottolineando come le sue dichiarazioni siano spesso eccessivamente semplificate e non adatte a un ruolo politico.
A Bologna clima teso e mozione rinviata
La discussione su Francesca Albanese coinvolge anche altre città. A Bologna, dove l’attivista ONU aveva ricevuto la cittadinanza onoraria il 6 ottobre, la maggioranza di centrosinistra conferma la volontà di non rimettere in discussione la scelta. Tuttavia, il clima è diventato incandescente: il consigliere civico Filippo Diaco, che si era dissociato dall’onorificenza, ha denunciato minacce arrivate via social e intende procedere legalmente.
La mozione presentata dalla Lega per revocare la cittadinanza è stata rinviata a data da destinarsi. Nonostante le critiche dell’ex sindaco Virginio Merola, oggi parlamentare dem, la capogruppo Giorgia De Giacomi difende la decisione presa a ottobre, ribadendo che l’onorificenza riguardava esclusivamente il lavoro svolto in seno alle Nazioni Unite.
Le posizioni nazionali e i casi nelle altre città
Il dibattito politico nazionale non si fa attendere. Galeazzo Bignami, capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, definisce la posizione del centrosinistra «ideologica e contraria ai valori costituzionali», accusando il Pd di essersi spinto «più a sinistra dei centri sociali».
A Reggio Emilia, il sindaco Marco Massari conferma invece la propria scelta di premiare Albanese con il “Primo Tricolore”. Pur prendendo le distanze dalle sue dichiarazioni più divisive, il primo cittadino ribadisce che l’onorificenza riguarda esclusivamente il ruolo svolto all’interno delle Nazioni Unite. Massari ha anche condannato l’attacco alla Stampa, definendolo un episodio violento e ingiustificabile.
Nel frattempo, altre città stanno valutando la situazione: a Fabriano l’opposizione chiede la revoca del riconoscimento concesso alla giurista, mentre a Jesi il tema approderà in Consiglio comunale il 6 gennaio.
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