Francia, alla vigilia delle elezioni. Le Pen: “Impediremo a Kiev di utilizzare armi francesi”

L’eventualità di una coabitazione tra un governo di estrema destra e il presidente Emmanuel Macron prefigura un impasse politico

MARINE LE PEN

La vigilia elettorale in Francia è segnata da una tensione palpabile, mentre il secondo turno delle elezioni legislative anticipate potrebbe portare a una storica vittoria del Rassemblement National di Marine Le Pen. Questo scenario prefigura la possibilità del primo governo di estrema destra in Francia dalla Seconda Guerra Mondiale.

Alle elezioni al primo turno si è registrata una  grande partecipazione, con un’affluenza  che ha raggiunto livelli record, i più alti degli ultimi 40 anni. Questa mobilitazione elettorale riflette sia preoccupazioni internazionali che speranze nazionaliste. Gli elettori del partito di Le Pen vedono in queste elezioni un’opportunità storica per far governare il loro movimento politico.

Un fattore determinante in queste elezioni sono stati i “patti di desistenza”. Molti candidati arrivati terzi al primo turno si sono ritirati per favorire rappresentanti della sinistra o del centro. Questo ha trasformato diversi confronti triangolari, che avrebbero favorito il Rassemblement National, in duelli molto più incerti. Questo stratagemma ha reso quasi impossibile per l’estrema destra raggiungere la maggioranza assoluta di almeno 289 seggi, nonostante il forte risultato del primo turno.

L’eventualità di una coabitazione tra un governo di estrema destra e il presidente Emmanuel Macron prefigura un impasse politico. Marine Le Pen ha promesso che un primo ministro del suo partito impedirà a Kiev di usare armi francesi contro la Russia e ostacolerà l’invio di truppe francesi in Ucraina. Tuttavia, secondo la costituzione francese, la politica estera e di difesa è prerogativa del presidente della Repubblica, quindi queste promesse potrebbero essere di fatto difficili da mantenere.

Nel caso in cui il fronte repubblicano riesca ad arginare l’ascesa dell’estrema destra, la sinistra e i macronisti dovranno affrontare la sfida di formare un governo stabile. Gabriel Attal, primo ministro e capo della campagna macronista, ha dichiarato che il suo governo potrà garantire la continuità dello Stato “per tutto il tempo necessario” in attesa della formazione di un nuovo governo. In uno scenario di perfetta ingovernabilità, un governo tecnico potrebbe rappresentare una via d’uscita, con Christine Lagarde come possibile candidata naturale.

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