Gaza, Blinken è in Israele a negoziare il cessate il fuoco. Hamas accetta la risoluzione Onu

Tuttavia, il negoziato si preannuncia complesso, con dettagli critici ancora da definire, come i tempi e i modi del ritiro delle truppe israeliane, il rilascio degli ostaggi e dei detenuti palestinesi

Anthony Tony Blinken
Benjamin Netanyahu

Il segretario di Stato USA Antony Blinken è attualmente impegnato in un nuovo tentativo di negoziare un cessate il fuoco a Gaza, segnando l’ottavo viaggio in Israele da quando è scoppiata la guerra. Questo tour diplomatico, che ha già incluso una tappa in Egitto, porterà Blinken anche in Giordania e Qatar. La novità di questa visita è il sostegno chiaro e quasi unanime del Consiglio di Sicurezza dell’ONU a un piano di tregua svelato dal presidente Biden il 31 maggio, che gli Stati Uniti affermano essere stato definito da Israele stesso.

Hamas ha risposto positivamente a questa iniziativa, con un alto funzionario, Sami Abu Zuhri, che ha dichiarato a Reuters che il movimento è disposto a negoziare i dettagli della risoluzione ONU sul cessate il fuoco e ha sottolineato che spetta agli Stati Uniti garantire l’accettazione da parte di Israele. Blinken ha accolto questa posizione di Hamas come un “segnale incoraggiante”.

Tuttavia, il negoziato si preannuncia complesso, con dettagli critici ancora da definire, come i tempi e i modi del ritiro delle truppe israeliane, il rilascio degli ostaggi e dei detenuti palestinesi. Questi dettagli sono cruciali, poiché entrambi i lati devono affrontare le resistenze delle rispettive frange più oltranziste. In Israele, l’ultradestra rappresentata da figure come Smotrich e Ben Gvir minaccia di far cadere il governo se non viene ottenuta una “vittoria totale” a Gaza. Dall’altra parte, Yahya Sinwar, capo di Hamas nella Striscia di Gaza, continua a promuovere la resistenza ad oltranza, considerando la morte di decine di migliaia di civili come un “sacrificio necessario” per la causa palestinese, sostenendo che Hamas può continuare a combattere ancora per mesi.

La complessità di questo scenario rende evidente che, nonostante le dichiarazioni di impegno, la strada verso un accordo di cessate il fuoco definitivo è ancora irta di ostacoli.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati