/

Giorgio Armani Spa, nuovo CdA: governance rinnovata con l’ingresso di Angelo Moratti, Marco Bizzarri e John Hooks

LEO DELL’ ORCO PRESIDENTE

Nel CdA entrano Pantaleo Dell’Orco – partner di Armani da decenni e oggi nuovo presidente della società – i nipoti Silvana Armani e Andrea Camerana, e l’amministratore delegato e direttore generale Giuseppe Marsocci. Una governance che unisce continuità e rinnovamento, esperienza e visione, grazie alla presenza dei collaboratori storici dello stilista e all’ingresso di figure di peso capaci di portare competenze e prospettive inedite come Angelo Moratti

di Ennio Bassi

testamenti armaniLa Giorgio Armani Spa ha annunciato la nuova composizione del consiglio di amministrazione, segnando un passaggio di rilievo nella storia recente del gruppo. Una governance che unisce continuità e rinnovamento, esperienza e visione, grazie alla presenza dei collaboratori storici dello stilista e all’ingresso di figure di peso capaci di portare competenze e prospettive inedite. Tra queste spicca Angelo Moratti, imprenditore dalla lunga tradizione familiare ma soprattutto voce innovativa dell’imprenditoria italiana contemporanea.

Accanto a Moratti, entrano nel CdA Pantaleo Dell’Orco – partner di Armani da decenni e oggi nuovo presidente della società – i nipoti Silvana Armani e Andrea Camerana, l’amministratore delegato e direttore generale Giuseppe Marsocci, l’ex presidente e ad di Gucci Marco Bizzarri, John Hooks, manager di lunga esperienza all’interno del gruppo, e il fondatore di Yoox Net-A-Porter, Federico Marchetti, pioniere dell’e-commerce di lusso. Restano invece fuori dal consiglio Roberta Armani e la sorella dello stilista, Rosanna.

L’arrivo di Angelo Moratti assume un significato particolare perché introduce nel board una figura nota per la propria capacità di leggere e anticipare i cambiamenti del mercato. Con le sue attività imprenditoriali nel settore energetico, tecnologico e sociale, Moratti porta nel gruppo Armani una mentalità internazionale, sensibile all’innovazione e attenta alle dinamiche ESG che oggi influenzano profondamente il mondo del lusso. Il suo ingresso suggerisce un orientamento progressivo, in sintonia con le esigenze di un marchio che vuole restare fedele ai valori del fondatore ma pronto a misurarsi con nuovi scenari globali.

Le nuove nomine comprendono la conferma di Pantaleo Dell’Orco alla presidenza e di Marsocci come amministratore delegato e direttore generale. “Il nuovo CdA della Giorgio Armani Spa – ha affermato Dell’Orco – è composto da membri della famiglia e dall’amministratore delegato, tutti collaboratori di lunga data del signor Armani, affiancati da professionisti indipendenti di riconosciuta competenza ed esperienza. Questo rappresenta la migliore garanzia per la prosecuzione, valorizzazione e attualizzazione dell’idea di bellezza, del modello di business e dei valori etici costruiti dal signor Armani in 50 anni di storia”.

La governance rinnovata si muoverà in continuità con la visione del fondatore, custodita e garantita dalla Fondazione Giorgio Armani, che manterrà sempre una partecipazione minima del 30% nella società. Un presidio che assicura stabilità e coerenza, anche nell’eventualità di futuri sviluppi societari, come l’ingresso di nuovi soci o una possibile quotazione in Borsa.

Il consiglio della Fondazione è presieduto ancora da Dell’Orco e include Andrea Camerana, Irving Bellotti – amministratore delegato di Rothschild Italia –, l’avvocato Andrea Silvestri dello Studio Legance e la notaia Elena Terrenghi, già curatrice del testamento di Armani. Un team di alto profilo che garantisce continuità istituzionale e tutela dell’eredità creativa e culturale del fondatore.

In questo contesto, l’arrivo di Angelo Moratti appare come un tassello strategico: un innesto destinato non solo a rafforzare il peso della governance, ma anche a favorire quel rinnovamento intelligente che può guidare Armani verso la prossima fase della sua storia. Il mix tra tradizione e innovazione – tra radici creative e nuova energia manageriale – sembra essere la vera forza del nuovo CdA: un equilibrio che permette alla maison di affrontare con lucidità e ambizione le sfide globali del settore del lusso.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati