Guerra Russia-Ucraina, le sanzioni sulle componenti tech stanno mettendo in crisi Mosca

La notizia sulle numerose “liste della spesa” che sono state diffuse da Mosca è trapelata da un’inchiesta redatta su Politico. Nelle liste sono contenuti in primo luogo i microchip, di cui si avverte carenza a livello globale tanto da essere definiti “il nuovo petrolio” e la cui irreperibilità sta provocando un grosso deficit tecnologico in Russia. Le nuove sanzioni sono intervenute in un ambito in cui vi erano già numerosi controlli sulle vendite di chip, considerato il duplice utilizzo militare e civile, inserendosi quindi in un mercato il cui accesso era già difficile. “Parte dell’obiettivo delle sanzioni è quello di rallentare l’approvvigionamento di componenti ad alta tecnologia e, in sostanza, ridurre la capacità dei russi di utilizzare questa roba di fascia alta, quindi dovranno fare sempre più affidamento su apparecchiature obsolete”, ha spiegato James Byrne, direttore dell’intelligence e dell’analisi open source presso il think tank RUSI per la difesa e la sicurezza. Ed è proprio a causa delle sanzioni e della mancanza di microchip che ne deriva che Mosca sta usando antiche scorte di munizioni e tank dell’era sovietica, mentre l’Ucraina grazie alle armi fornite dall’Occidente sta riuscendo a invertire la rotta sulla controffensiva a Sud.

Le armi più sofisticate, come i missili ipersonici, “sono quelli che hanno precisione e accuratezza grazie ai microchip. Ma a causa delle sanzioni imposte alla Russia, le consegne di queste apparecchiature si sono fermate e non hanno modo di ricostituire queste scorte”, ha spiegato il primo ministro ucraino Denys Shmyhal sottolineando che la guerra è arrivata a un punto di svolta, in cui il vantaggio tecnologico si sta rivelando decisivo.

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