Hunter Biden è stato condannato, il presidente Usa: “Rispetto l’esito del processo”

Hunter Biden è stato condannato per aver mentito riguardo alla sua dipendenza durante l’acquisto di un revolver Cobra nel 2018, violando le leggi federali

Hunter Biden, figlio del presidente degli Stati Uniti Joe Biden, è stato dichiarato colpevole per tre reati legati all’acquisto di un revolver Cobra nell’ottobre del 2018. È accusato di aver nascosto all’FBI e al venditore di armi la sua dipendenza dagli stupefacenti, condizione che gli avrebbe impedito di acquistare legalmente l’arma. Hunter Biden, di 54 anni, rischia fino a venticinque anni di prigione e una multa di 750mila dollari, anche se, trattandosi della sua prima condanna, potrebbe evitare il carcere.

La giudice del tribunale di Wilmington, Delaware, Maryellen Noreika, non ha ancora fissato una data per la sentenza, ma ha dichiarato che l’udienza si terrà entro 120 giorni. Ciò significa che il presidente Biden potrebbe conoscere il destino del figlio a un mese dalle elezioni di novembre. Oltre a questo, Hunter Biden affronterà un altro processo per frode fiscale in California a settembre.

Con il verdetto, gli Stati Uniti segnano un’altra prima volta: dopo la condanna di Donald Trump, primo ex presidente della storia a essere condannato per un reato penale, Hunter Biden diventa il primo figlio di un presidente in carica a essere dichiarato colpevole da una corte penale. La first lady, Jill Biden, era presente in aula quando il verdetto è stato annunciato.

La rapidità con cui è stata raggiunta l’unanimità della giuria è stata vista come un segnale negativo per la Casa Bianca. Il presidente Biden ha dichiarato che non userà il suo potere di presidente per graziarlo, ribadendo di rispettare il processo mentre Hunter intende fare appello. Biden ha espresso il suo sostegno e il suo amore per il figlio, sottolineando l’orgoglio per la sua lotta contro la dipendenza.

Hunter Biden è stato condannato per aver mentito riguardo alla sua dipendenza durante l’acquisto dell’arma, violando le leggi federali. Nonostante la difesa abbia cercato di sostenere che Hunter era sulla via della guarigione e quindi non più dipendente, la giuria ha ritenuto che mentisse consapevolmente.

Il processo ha visto testimonianze significative, tra cui quelle dell’ex moglie di Hunter, Kathleen Buhle, e della spogliarellista Zoe Kestan, che hanno descritto il suo uso di droga. Hallie Olivere, vedova del fratello Beau Biden e successivamente fidanzata di Hunter, ha raccontato di aver trovato la pistola e di averla gettata via temendo che Hunter volesse suicidarsi.

Durante il processo, la giuria è stata convinta dall’accusa che Hunter Biden stesse ancora usando cocaina il 12 ottobre 2018, quando acquistò l’arma e negò di essere un tossicodipendente. La difesa, invece, sosteneva che Hunter si considerava già un ex tossicodipendente in via di guarigione. La giuria ha stabilito che Hunter mentì consapevolmente al momento dell’acquisto dell’arma.

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