Inneggiava ad Hamas: la Digos blocca un educatore di Chateaubriand, la scuola francese di Roma nord

 Redazione

Un algerino residente in Italia dal 2003, senza precedenti penali, è stato sospeso dal suo lavoro di assistente educativo presso una delle più prestigiose scuole di Roma, la francese Chateaubriand che si trova nel cuore di Villa Borghese e a pochi metri da Piazza del Popolo. La sospensione è avvenuta a seguito di una perquisizione da parte della Digos, allertata, pare, dalla stessa scuola. Il motivo del provvedimento è dovuto alla scoperta nei messaggi WhatsApp del giovane algerino di foto del leader di Hamas e immagini di bambini palestinesi che hanno perso la vita durante il conflitto con Israele.

La vicenda – a quando è dato di sapere – è arrivata all’attenzione delle autorità antiterrorismo a causa di una serie di messaggi postati dall’uomo sui social media, che includevano affermazioni come “Chi fa del male pagherà per questo”. Questi messaggi esprimevano sostegno ad Hamas e mostravano immagini raccapriccianti di bambini palestinesi, alimentando le preoccupazioni degli investigatori circa un forte senso di vendetta non solo nei confronti di Israele ma anche dei governi europei, tra cui Francia, Italia e Regno Unito.

Nei giorni scorsi, la polizia ha condotto una perquisizione nella residenza dell’uomo per motivi di immediata necessità e urgenza, come previsto dall’articolo 41 del Testo Unico di Pubblica Sicurezza. Tuttavia, la perquisizione non ha portato alla scoperta di armi o esplosivi. Al contrario, sono stati trovati una serie di post e foto sul telefono dell’educatore, tra cui quella che ritrae il leader di Hamas, che era il suo stato WhatsApp da diversi giorni. Vale la pena notare che la decisione di sospendere l’educatore è stata presa autonomamente dalla scuola Chateaubriand, che dipende dall’ambasciata francese. La polizia locale ha chiarito di non aver richiesto tale azione.

L’educatore, di cui non è stato rivelato il nome, ha collaborato con gli agenti della Digos durante la loro visita e ha mostrato volentieri il suo telefono, spiegando tutti i post e le immagini oggetto dell’indagine.

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