Iran Usa. Colloqui tra le parti all’ambasciata dell’Oman a Roma

 Tajani incontra il ministro iraniano Araghchi e il direttore dell’Aiea Grossi. Il plauso dell’Oman all’Italia: “Ambiente sereno e produttivo”

È la Capitale d’Italia il nuovo teatro della diplomazia internazionale. Da questa mattina, Roma ospita un delicato round di colloqui indiretti tra Stati Uniti e Iran sul dossier nucleare, sotto la mediazione dell’Oman. Un ruolo chiave per il nostro Paese, scelto come sede neutrale per avviare un dialogo carico di aspettative e tensioni, mentre l’equilibrio geopolitico in Medio Oriente resta estremamente fragile.

A confermare il coinvolgimento diretto delle istituzioni italiane è stata la stessa Farnesina: il ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani ha ricevuto il collega iraniano Abbas Araghchi alle 9.45, e un’ora dopo ha incontrato il direttore generale dell’Aiea, Rafael Grossi. Tajani ha espresso il pieno sostegno dell’Italia agli sforzi di mediazione in corso: «L’Italia è pronta ad accompagnare ogni ulteriore iniziativa in favore della pace e della stabilità internazionale», ha dichiarato, sottolineando l’importanza della cooperazione multilaterale.

Il vertice si svolge nella sede dell’Ambasciata dell’Oman a Roma, alla presenza dell’inviato speciale USA per l’Asia occidentale, Steve Witkoff, e del ministro degli Esteri omanita Badr al-Busaidi, figura centrale nei tentativi di avvicinamento tra Teheran e Washington. L’Oman ha fortemente voluto che i colloqui si tenessero in Italia, considerata «una nazione europea imparziale e attenta al dialogo», come sottolineato dal portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei.

Un crocevia di diplomazia: da Mosca a Pechino, passando per Roma

L’arrivo del ministro Araghchi a Roma segna una nuova tappa in un’intensa attività diplomatica che ha visto il capo della diplomazia iraniana prima a Mosca per colloqui con Vladimir Putin e, successivamente, diretto a Pechino. Roma diventa così nodo centrale di una triangolazione geopolitica che coinvolge le maggiori potenze mondiali e l’Agenzia internazionale per l’energia atomica.

«L’Iran ha sempre scelto la via diplomatica con senso di responsabilità e buona fede», ha dichiarato Baghaei, evidenziando la volontà di proseguire in un percorso di riduzione delle tensioni. Il rappresentante iraniano ha inoltre ribadito che «una pace duratura nasce da un dialogo sincero tra le nazioni, non dall’imposizione della forza».

Grossi: “La cooperazione è indispensabile”

Presente a Roma anche Rafael Grossi, direttore generale dell’Aiea, che aveva già incontrato Araghchi a Teheran nei giorni scorsi, definendo il colloquio “proficuo”. Grossi ha ribadito oggi che «la cooperazione dell’Iran con l’Agenzia è indispensabile per fornire garanzie credibili sulla natura pacifica del suo programma nucleare».

Pressioni esterne: il ruolo di Israele e le scelte di Trump

Il dialogo di Roma si svolge in un clima internazionale estremamente complesso. Secondo il New York Times, il presidente americano Donald Trump avrebbe recentemente fermato un presunto attacco israeliano contro i siti nucleari iraniani previsto per il prossimo mese, preferendo riaprire la via diplomatica. Un segnale che conferma quanto i colloqui in corso siano visti come una possibile svolta per la sicurezza internazionale.

Funzionari israeliani, secondo quanto riferito da fonti statunitensi, avevano elaborato piani per colpire le infrastrutture nucleari iraniane a maggio, nella speranza di ottenere l’appoggio degli USA. Ma la Casa Bianca, per ora, ha scelto la prudenza.

Il piano in tre fasi proposto da Teheran

Secondo fonti citate da “Iran International”, nei colloqui indiretti tenutisi la scorsa settimana a Mascate, l’Iran avrebbe presentato agli USA un piano in tre fasi: riduzione graduale delle tensioni sul nucleare in cambio della revoca delle sanzioni e dell’accesso ai beni congelati.

Italia protagonista di una diplomazia silenziosa ma concreta

L’Italia si conferma così protagonista di una diplomazia silenziosa, lontana dai riflettori, ma concreta ed efficace. La scelta di Roma come sede dei colloqui è il risultato di un’intensa azione diplomatica condotta in coordinamento con l’Oman. Un riconoscimento implicito alla capacità italiana di offrire un contesto favorevole al confronto, anche tra attori tradizionalmente antagonisti.

Un ruolo che, in un momento di forti tensioni globali, restituisce all’Italia una centralità non solo geografica ma anche politica, capace di fare della mediazione e del dialogo i suoi strumenti più efficaci.

 

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati