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Israele approva espansione dell’offensiva a Gaza

L’ok del gabinetto di sicurezza all’escalation militare

Approvato all’unanimità dal gabinetto di sicurezza di Tel Aviv il piano di espansione dell’offensiva militare nella Striscia di Gaza. Lo ha confermato un funzionario israeliano al Times of Israel. Il  piano, come ha spiegato la fonte, sarà attuato solo dopo la visita del presidente degli Stati Uniti Donald Trump nella regione la prossima settimana. Fino ad allora si cercherà di raggiungere un accordo con Hamas per il cessate il fuoco e sugli ostaggi.

Smotrich: “Non lasceremo Gaza neanche in cambio di ostaggi”

Il ministro di ultradestra Bezalel Smotrich ha dichiarato, durante una conferenza che “Israele si appresta finalmente a conquistare la Striscia di Gaza” e che “non bisogna più temere la parola occupazione”.  Poi ha aggiunto: “Dal momento in cui inizia il controllo territoriale, non ci sarà alcun ritiro dalle aree conquistate, nemmeno in cambio degli ostaggi. L’unico modo per liberarli è sconfiggere Hamas. Ogni ritiro ci riporterebbe al prossimo 7 ottobre”. Smotrich ha inoltre affermato che “gli ostaggi sono in pericolo ogni istante in cui restano nelle mani di Hamas” e che “Israele sta facendo tutto il possibile per proteggerli”.

Gli aiuti umanitari a Gaza

Il gabinetto di sicurezza ha approvato un piano per riprendere le consegne di aiuti a Gaza,  bloccati da due mesi. Tel Aviv ha rivisto anche il meccanismo di consegna al fine di ridurre il rischio che arrivino a Hamas che, dalla sua, accusa Israele di usare gli aiuti umanitari come mezzo di “ricatto politico”. Nel frattempo, l’agenzia di protezione civile di Gaza ha dichiarato che due attacchi aerei israeliani hanno ucciso almeno 19 persone nel nord del territorio palestinese devastato dalla guerra nelle prime ore di oggi.

L’attacco degli Houti

Un missile Houthi lanciato dallo Yemen ha colpito l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, provocando 6 feriti. “Risponderemo”, ha assicurato Netanyahu. E’ stata superata “la migliore difesa al mondo”, è il commento di Hamas. Intanto, i ribelli filo-iraniani minacciano altri raid contro gli scali dello Stato ebraico e parlano di una decina di attacchi Usa che avrebbero colpito la capitale yemenita Sanaa.

Le operazioni militari in Siria

L’esercito israeliano ha annunciato di aver individuato e demolito quello che definisce il “quartier generale principale dell’ex regime siriano” sulla vetta del Monte Hermon. Questa è parte di una serie di operazioni militari condotte in territorio siriano. Lo riporta il Times of Israel, evidenziando che l’azione ha portato alla scoperta di bunker e un vasto arsenale appartenente all’ex regime di Bashar al-Assad: cannoni, razzi, mortai, mine ed esplosivi.

Secondo le Idf, il complesso militare era ancora attivo nonostante la caduta del governo siriano lo scorso dicembre. Da allora, Israele ha stabilito nove avamposti nel sud della Siria, prevalentemente all’interno della zona cuscinetto pattugliata dalle Nazioni Unite lungo il confine. “L’area meridionale della Siria non deve diventare un rifugio per milizie ostili o per il nuovo governo siriano – ha dichiarato un portavoce dell’Idf – Continueremo ad agire per prevenire qualsiasi tentativo di radicamento militare che possa mettere in pericolo i cittadini israeliani”.

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