Alla ministeriale della Difesa della Nato, il Segretario Generale Mark Rutte smentisce un calo degli aiuti militari a Kiev. Con l’iniziativa Purl al centro della strategia comune, diversi Paesi membri annunciano nuovi pacchetti di supporto

Il Segretario Generale ha inoltre risposto a domande sulla recente proposta del «muro di droni» avanzata dalla Presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen, chiarendo che «Nato e Unione Europea stanno cooperando in modo eccellente, senza alcuna sovrapposizione. Ognuna delle due organizzazioni valorizza i propri punti di forza: la Nato per gli standard militari, l’Ue per il suo potere economico e la capacità di coordinare le politiche nazionali».
Dagli Stati Uniti, il Segretario alla Guerra Pete Hegseth ha collegato i nuovi impegni europei al vertice dell’Aja tenutosi pochi mesi fa, promosso – come ha ricordato – «dalla leadership del presidente Trump». «I nostri alleati hanno risposto all’appello. Ora quegli impegni si stanno traducendo in capacità operative, che è ciò che realmente conta. L’iniziativa Purl è un tassello chiave in questa trasformazione», ha dichiarato. Sulla stessa linea il ministro della Difesa svedese, Pål Jonson: «Siamo pronti a nuovi pacchetti di aiuti nel quadro dell’iniziativa Purl. Ma è essenziale che il peso sia condiviso tra tutti gli alleati. Altri Paesi devono incrementare il loro sostegno a Kiev».
Deciso anche l’intervento del ministro della Difesa olandese Ruben Brekelmans: «Chi incoraggia l’Ucraina a resistere non lo fa solo per solidarietà: se Kiev cadesse, i costi per la nostra sicurezza aumenterebbero, crescerebbe il numero di rifugiati. Ecco perché stiamo stanziando 200 milioni di euro aggiuntivi in aiuti militari. La priorità è fornire sistemi di difesa aerea. Subito».
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