/

La Nato rilancia il sostegno all’Ucraina: «Contributi in linea con lo scorso anno»

Alla ministeriale della Difesa della Nato, il Segretario Generale Mark Rutte smentisce un calo degli aiuti militari a Kiev. Con l’iniziativa Purl al centro della strategia comune, diversi Paesi membri annunciano nuovi pacchetti di supporto

Il sostegno dell’Alleanza Atlantica all’Ucraina «non è diminuito, è pienamente in linea con quanto fornito lo scorso anno». A rassicurare è il Segretario Generale della Nato, Mark Rutte, al suo arrivo alla ministeriale della Difesa a Bruxelles. Una posizione che si pone in netto contrasto con i dati diffusi dal Kiel Institute, secondo cui l’assistenza all’Ucraina starebbe rallentando. Rutte ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa Purl, lanciata quest’estate, e ha espresso fiducia in un ampliamento del numero di Paesi partecipanti: «Parliamo di risorse essenziali, come i sistemi di difesa aerea e gli intercettori. La protezione della popolazione civile ucraina e delle infrastrutture strategiche non è negoziabile, a fronte dei continui attacchi russi».

Il Segretario Generale ha inoltre risposto a domande sulla recente proposta del «muro di droni» avanzata dalla Presidente della Commissione UE Ursula von der Leyen, chiarendo che «Nato e Unione Europea stanno cooperando in modo eccellente, senza alcuna sovrapposizione. Ognuna delle due organizzazioni valorizza i propri punti di forza: la Nato per gli standard militari, l’Ue per il suo potere economico e la capacità di coordinare le politiche nazionali».

Dagli Stati Uniti, il Segretario alla Guerra Pete Hegseth ha collegato i nuovi impegni europei al vertice dell’Aja tenutosi pochi mesi fa, promosso – come ha ricordato – «dalla leadership del presidente Trump». «I nostri alleati hanno risposto all’appello. Ora quegli impegni si stanno traducendo in capacità operative, che è ciò che realmente conta. L’iniziativa Purl è un tassello chiave in questa trasformazione», ha dichiarato. Sulla stessa linea il ministro della Difesa svedese, Pål Jonson: «Siamo pronti a nuovi pacchetti di aiuti nel quadro dell’iniziativa Purl. Ma è essenziale che il peso sia condiviso tra tutti gli alleati. Altri Paesi devono incrementare il loro sostegno a Kiev».

Deciso anche l’intervento del ministro della Difesa olandese Ruben Brekelmans: «Chi incoraggia l’Ucraina a resistere non lo fa solo per solidarietà: se Kiev cadesse, i costi per la nostra sicurezza aumenterebbero, crescerebbe il numero di rifugiati. Ecco perché stiamo stanziando 200 milioni di euro aggiuntivi in aiuti militari. La priorità è fornire sistemi di difesa aerea. Subito».

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati