Il ministro delle Forze Armate riconosce come nuovo capo dell’esercito un generale scelto dai militari insorti. Le unità Capsat, protagoniste del golpe del 2009, prendono il controllo del quartier generale di Soanierana. Cresce la tensione ad Antananarivo

La nomina è avvenuta durante una cerimonia ufficiale presso il quartier generale militare di Antananarivo, alla presenza dello stesso ministro, che ha dichiarato: «Gli do la mia benedizione». Un gesto che segna una rottura netta con il presidente Andry Rajoelina, che ha denunciato un vero e proprio tentativo di golpe.
“Un tentativo di prendere il potere con la forza”
Rajoelina ha accusato pubblicamente i militari insorti di voler «prendere il potere in modo illegale, contro la Costituzione e i principi democratici». Le tensioni erano esplose già sabato, quando un’unità delle forze speciali Capsat — dotata di mezzi blindati e bandiere nazionali — si era unita ai manifestanti nella capitale, invitando i colleghi dell’esercito e della polizia a «rifiutare gli ordini di aprire il fuoco sui nostri fratelli e sorelle».
Gli insorti hanno poi dichiarato, in un video diffuso sui social, che “da ora in poi tutti gli ordini alle forze armate partiranno dal quartier generale del Capsat”, situato a Soanierana, a sud di Antananarivo. Un messaggio che suona come una presa di controllo parziale dell’apparato militare.
Il movimento Capsat non è nuovo a simili azioni: fu proprio questo corpo d’élite a rovesciare il governo nel 2009, portando Rajoelina al potere. Ora, a sedici anni di distanza, le stesse unità si rivoltano contro di lui.
Le proteste della Generazione Z
Le proteste sono iniziate il 25 settembre, guidate da giovani appartenenti alla cosiddetta “Generazione Z”, inizialmente per contestare i tagli all’acqua e all’elettricità, poi rapidamente evolutesi in una mobilitazione generale contro il governo.
Il tentativo di calmare la piazza, con il licenziamento del governo da parte di Rajoelina la settimana scorsa, non è bastato. Le manifestazioni si sono estese e, con l’appoggio di parte dell’esercito, hanno assunto un carattere apertamente politico.
Preoccupazione internazionale
La crisi ha attirato l’attenzione della Farnesina, che ha comunicato di monitorare costantemente la situazione. L’ambasciata italiana a Pretoria e il ministro degli Esteri Antonio Tajani seguono da vicino gli sviluppi.
“Per qualsiasi emergenza o segnalazione – si legge nella nota del ministero – i cittadini italiani presenti nel Paese possono contattare l’Ambasciata o l’Unità di Crisi ai numeri dedicati”.
Con un esercito diviso e armato, un governo sotto assedio e un movimento popolare in continua crescita, il Madagascar si trova sull’orlo di una nuova crisi istituzionale.
Il timore, a dieci giorni dalle prime manifestazioni, è che il Paese scivoli di nuovo nel caos politico e nella violenza militare, come già accaduto in passato.
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