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Manovra 2025: Giorgetti rimanda al Parlamento la decisione sulla tassa alle banche e sugli affitti brevi

Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti affida al Parlamento la scelta su nuovi contributi delle banche e sulla cedolare secca. Niente tagli alle opere, solo rimodulazioni

manovraLa questione del contributo straordinario delle banche torna al centro del dibattito politico. Dopo la riunione della cabina di regia economica della Lega al ministero delle Infrastrutture, è il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti a chiarire che la decisione finale spetterà al Parlamento, durante la conversione della legge di bilancio 2025.

“Pensate che il ministro dell’Economia decida tutto? Io non sono né il Papa né Trump”, ha ironizzato Giorgetti rispondendo ai giornalisti che lo interrogavano sulla proposta del vicepremier Matteo Salvini, favorevole a un aumento del prelievo rispetto ai circa 4 miliardi previsti dalla manovra.

Affitti brevi e cedolare secca: il nodo politico

Il ministro ha poi rimandato al confronto parlamentare anche la questione della cedolare secca sugli affitti brevi, il cui aumento è contestato dalla Lega e da Forza Italia.
Secondo Giorgetti, il tema “non è solo fiscale” ma “coinvolge molte dimensioni” e non rappresenta “un punto cruciale della manovra”, che invece contiene misure più strutturali e significative per la crescita economica del Paese.

Tagli alle opere? “Solo rimodulazioni temporali”

Tra i temi affrontati nella riunione anche le presunte riduzioni di fondi per le infrastrutture.
Giorgetti ha smentito categoricamente ogni ipotesi di taglio: “Non c’è nessuna riduzione, si tratta soltanto di rimodulazioni temporali che seguono l’andamento effettivo delle opere”.
A ribadirlo è stato anche il sottosegretario al Mef Federico Freni, precisando che “a nessun progetto manca un centesimo” e che l’unico intervento effettuato riguarda “l’allineamento dei quadri economici allo stato di avanzamento dei lavori”.

Le voci sui definanziamenti erano state sollevate dallo stesso Salvini, che nei giorni scorsi aveva chiesto chiarimenti al collega dell’Economia. “Si tratta di una normale dialettica tra ministeri”, ha commentato Giorgetti, minimizzando le tensioni interne alla maggioranza.

Piano casa e fondi per il 2026

La Lega ha inoltre rilanciato la richiesta di anticipare al 2026 – invece del 2027 – i fondi destinati al Piano casa. Giorgetti ha assicurato che esistono margini finanziari per farlo: “Ci sono risorse nel Fondo clima e nel Fondo sviluppo e coesione che possono essere utilizzate già dal prossimo anno”, ha spiegato.

Pace fiscale, banche e infrastrutture al centro della manovra

In una nota diffusa al termine dell’incontro al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, durato circa due ore, la Lega ha sottolineato che la riunione si è concentrata su tre temi principali: pace fiscale, contributo delle banche e grandi opere.
Il partito ha ribadito che, in base alle comunicazioni del Mef, non sono previsti tagli alle infrastrutture, ma solo una revisione dei tempi di spesa per ottimizzare l’utilizzo dei fondi.

Equilibrio politico ed economico

Il dibattito sulla manovra 2025 entra ora nel vivo. Giorgetti mantiene una posizione prudente, rimandando le decisioni più delicate al Parlamento e puntando su un equilibrio tra sostenibilità dei conti pubblici, interessi del sistema bancario e priorità infrastrutturali.
Sullo sfondo, la maggioranza continua a discutere, tra esigenze politiche e vincoli economici, la definizione finale della legge di bilancio che dovrà accompagnare il Paese nel prossimo anno.

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