Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella visita Rondine Cittadella della Pace ad Arezzo: dialogo con i giovani, messaggi per l’unità europea e sostegno all’educazione come fondamento della pace
Il 6 giugno 2025, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha preso parte a un evento storico a Rondine Cittadella della Pace, in provincia di Arezzo. Dopo un incontro ufficiale con Papa Prevost in Vaticano, il Capo dello Stato ha raggiunto il borgo toscano in elicottero, accolto da una folla di oltre settemila persone, in gran parte giovani, riunite per “In cammino per la pace”, una marcia di 10 chilometri da Arezzo a Rondine.
L’occasione ha segnato anche l’apertura ufficiale di YouTopic Fest 2025, festival internazionale dedicato ai temi del conflitto e del dialogo, ospitato nell’Arena di Janine. Il saluto inaugurale è stato affidato a Franco Vaccari, fondatore di Rondine e figura chiave nella promozione dell’educazione alla pace.
Un dialogo autentico tra generazioni
Mattarella ha dialogato con gli studenti del progetto Rondine World House, approfondendo il ruolo dell’Europa nel contesto geopolitico attuale, il disarmo e il valore della coesistenza tra i popoli. Il Capo dello Stato ha ribadito l’importanza di un’Unione Europea solida, capace di resistere a pressioni interne ed esterne e di diventare attore centrale nel promuovere un nuovo ordine globale basato su collaborazione e sicurezza condivisa.
Nel suo intervento, il Presidente ha richiamato il pensiero di Robert Schuman e Alcide De Gasperi, sottolineando come i confini debbano essere spazi di incontro e non di divisione. La pace, ha detto Mattarella, non è un’utopia ma un progetto concreto, da costruire giorno dopo giorno anche nei momenti più difficili.
Presenze istituzionali e messaggi di impegno
Ad accogliere il Capo dello Stato, insieme a Vaccari, erano presenti le principali autorità regionali e locali: il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo, il sindaco di Arezzo Alessandro Ghinelli, il prefetto Clemente Di Nuzzo, e rappresentanti della Chiesa e delle istituzioni europee, tra cui l’europarlamentare Dario Nardella. Presente anche la famiglia di Liliana Segre, impossibilitata a partecipare di persona.
Giani ha annunciato un finanziamento regionale di 100.000 euro in due anni per sostenere i percorsi formativi per la pace organizzati da Rondine. Un impegno concreto per promuovere tra i giovani un metodo educativo basato sul rispetto reciproco e sul dialogo, con l’obiettivo di formare futuri “ambasciatori della pace”.
Vaccari: trasformare il dolore in speranza
Nel suo intervento, Franco Vaccari ha ripercorso i 28 anni di storia di Rondine, evidenziando il valore formativo dell’esperienza dello Studentato Internazionale. Giovani provenienti da Paesi segnati da conflitti imparano a vivere insieme, superando i pregiudizi e costruendo relazioni fondate sulla fiducia. “Non abbiamo meriti per essere nati in un continente in pace – ha detto – ma abbiamo il dovere di condividerlo con chi non ha avuto la stessa fortuna”.
Vaccari ha poi ricordato la senatrice a vita Liliana Segre e la sua ultima testimonianza pubblica proprio a Rondine, nel 2020, ribadendo l’impegno contro ogni forma di indifferenza e violenza. “Nessuna ingiustizia subita – ha affermato – giustifica il compimento di altre ingiustizie”.
L’educazione come strumento di pace
Uno dei messaggi chiave dell’intera giornata è stato il legame profondo tra educazione e costruzione della pace. Mattarella ha citato Maria Montessori: “Evitare le guerre è compito della politica, costruire la pace è compito dell’educazione”. Un principio che guida anche l’azione della Fondazione Giovanni Paolo II, presente all’evento, impegnata in progetti di formazione in contesti fragili come il Medio Oriente, l’Africa e l’America Latina.
La fondazione ha sottolineato l’importanza di garantire istruzione e dignità anche ai più vulnerabili, ribadendo che negare l’accesso allo studio e alla salute equivale a negare i diritti umani fondamentali.
Da Rondine un messaggio per il mondo
La giornata a Rondine ha rappresentato molto più di una cerimonia istituzionale. È stata la dimostrazione concreta che un altro futuro è possibile. Un futuro in cui giovani di ogni parte del mondo, anche provenienti da contesti di guerra, possono vivere insieme, imparare a comprendersi e diventare protagonisti di un cambiamento reale. La voce di Mattarella, in questo contesto, è risuonata forte: la pace non è solo un traguardo, ma una scelta quotidiana da compiere con coraggio e responsabilità.
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