Due minori annegano al largo della Tunisia. Sea Watch denuncia la mancata risposta delle autorità europee e il rischio che i superstiti vengano riconsegnati alla Libia

Imbarcazione alla deriva per giorni, nessun soccorso europeo
Secondo il racconto della ONG tedesca, l’aereo di ricognizione Seabird 2 ha avvistato l’imbarcazione in pericolo già lunedì. I migranti erano in mare da tre giorni, in condizioni critiche e privi di assistenza. Alcune persone erano già cadute in acqua prima dell’intervento. Sea Watch afferma che Frontex, l’agenzia dell’Unione Europea preposta al pattugliamento delle frontiere, è arrivata ore dopo senza intervenire. Nonostante le barche europee potessero raggiungere rapidamente la zona, nessuna è stata inviata in soccorso.
Il tentativo di salvataggio e la tragedia: due morti e un disperso
Il primo intervento è arrivato da una nave mercantile, la Port Fukuka, che ha tentato di prestare assistenza. Tuttavia, l’imbarcazione dei migranti si è capovolta durante l’operazione, facendo finire in acqua tutti i passeggeri. Una volta concluso il salvataggio, è emerso che due bambini avevano perso la vita, mentre un’altra persona risultava ancora dispersa. Sea Watch ha descritto l’accaduto come la diretta conseguenza di una scelta politica europea di non intervenire.
Sea Watch: «Roma blocca i soccorsi, i migranti rischiano la Libia»
Dopo il naufragio, i sopravvissuti sono stati trasferiti sulla nave mercantile, ma secondo la ONG non è garantita la loro sicurezza. Sea Watch denuncia che l’Italia sta cercando di impedire lo sbarco sul proprio territorio, con il concreto pericolo che la cosiddetta guardia costiera libica li intercetti e li riporti indietro. Un ritorno che, secondo l’organizzazione, significherebbe esporsi a violenze, sfruttamento e detenzione illegale. Inoltre, Sea Watch ha condannato il blocco della propria imbarcazione veloce Aurora, ferma a Lampedusa nonostante fosse in grado di raggiungere l’area in poche ore.
Un’accusa sistemica: l’Europa lascia morire alle sue frontiere
Nel comunicato ufficiale diffuso via social, Sea Watch esprime un’accusa severa: il sistema europeo delle migrazioni sarebbe progettato per lasciare morire i più vulnerabili in silenzio, lontano dai riflettori. Secondo la ONG, non si tratta di singole omissioni, ma di una strategia consapevole e deliberata che mira a dissuadere i migranti con la minaccia della morte. L’Europa, sostengono, sta
(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati