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Meloni pronta al faccia a faccia con Schlein, ma rilancia: “Confronto a tre con Conte”

La leader del Pd reagisce parlando di un rifiuto mascherato, mentre l’ex premier del M5S si dice pronto al dibattito. Sullo sfondo, la questione del premierato e la riforma della legge elettorale

meloni consiglio europeo

Dopo un giorno di riflessione, Giorgia Meloni rompe gli indugi e accetta la proposta di confronto politico lanciata da Elly Schlein. Ma lo fa a modo suo: il dibattito ci sarà, purché includa anche Giuseppe Conte. La presidente del Consiglio ha giustificato la scelta in nome del rispetto verso l’ex premier del Movimento 5 Stelle, che già in passato aveva partecipato ad Atreju “senza porre condizioni”, e per evitare di sancire arbitrariamente un leader dell’opposizione in un contesto ancora privo di una guida univoca.

Una decisione che secondo alcune fonti parlamentari, interpretata con malizia, nasconderebbe un’intesa sotterranea proprio con Conte, nel tentativo di mettere all’angolo la segretaria dem. Schlein, dal canto suo, non ci sta e contrattacca pubblicamente: “Mi dispiace che Giorgia Meloni abbia rifiutato un confronto diretto con me. Forse dopo le Regionali incuto più timore?”. E rilancia con tono polemico: “Se vuole fare un confronto tra coalizioni, allora porti anche Salvini e Tajani. Noi porteremo Fratoianni e Bonelli. È ridicolo”.

Il botta e risposta si consuma mentre la festa di Atreju – in programma tra una decina di giorni ai giardini di Castel Sant’Angelo – prende forma come l’arena simbolica dello scontro politico che traghetterà il Paese verso il 2025. Un contesto acceso, alimentato anche dall’appello lanciato da Matteo Renzi su Repubblica al centrosinistra, perché approfitti del momento favorevole e superi le divisioni interne, a suo dire innescate da una “Meloni nervosa e spaventata” all’indomani delle Regionali.

A Palazzo Chigi e in Via della Scrofa, la leader di Fratelli d’Italia ha valutato con attenzione il peso politico di un confronto pubblico con Schlein, i sospetti di una sua eventuale ritirata paventati dai dem e le implicazioni per il fragile equilibrio tra le opposizioni. “Ci facciano sapere chi è il capo dell’opposizione”, ha commentato ironicamente un esponente di spicco di FdI.

Giuseppe Conte, nel frattempo, ha ricordato che già nel 2024 aveva chiesto un confronto diretto con Meloni, ricevendo però un secco diniego. Ora, accoglie l’invito con tono diplomatico ma pungente: “È utile confrontarsi, anche per rafforzare una democrazia che mostra segni di malattia. Mi si usa a giorni alterni come capro espiatorio. Forse ora qualcosa cambia?”. Nel giro di meno di un’ora ha confermato la sua partecipazione.

Nel frattempo, gli inviti diramati da Fratelli d’Italia hanno provocato spaccature in Alleanza Verdi e Sinistra: Angelo Bonelli sarà presente per un dibattito con il ministro Adolfo Urso, mentre Nicola Fratoianni ha cortesemente declinato, preferendo il confronto parlamentare. “Lascio il posto a un giornalista: sarebbe utile se la premier si facesse intervistare ogni tanto”, ha dichiarato. La replica ironica di Atreju non si è fatta attendere: “Fratoianni, Atreju non morde. Da noi c’è posto per tutti”.

Per ora, il dibattito a tre resta incerto. Ma in politica, si sa, tutto può cambiare in pochi giorni. Tra i temi caldi che potrebbero emergere ad Atreju, figura la possibile riforma della legge elettorale e la questione del premierato. “La legge attuale non è mai stata adeguata alla riduzione del numero dei parlamentari”, ha spiegato Nazario Pagano (FI), presidente della Commissione Affari Costituzionali, sottolineando il rischio di un pareggio tecnico tra le coalizioni.

Le opposizioni leggono questa accelerazione come un tentativo del centrodestra di blindare il potere prima della fine della legislatura. “È una vergogna”, attacca Bonelli, “modificare le regole del gioco per convenienza politica è una schifezza”.

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