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NATO, Trump gela gli alleati: “In caso di attacco russo, l’articolo 5 non è scontato”

Nel volo presidenziale verso il summit della Nato Donald Trump mette in dubbio l’automatismo dell’Articolo 5, criticando la Spagna per le spese militari e lanciando segnali ambigui su Ucraina e Russia

trump natoNel volo presidenziale verso l’Aia per il summit della NATO, Donald Trump ha pronunciato una frase che ha immediatamente messo in agitazione i vertici dell’Alleanza Atlantica: «Dipende dalla definizione. Ci sono diversi modi per interpretare l’Articolo 5». La dichiarazione, resa a bordo dell’Air Force One, ha sollevato dubbi concreti sull’impegno automatico degli Stati Uniti in caso di aggressione a un Paese europeo da parte della Russia.

Nonostante non si tratti di una posizione ufficiale, il messaggio è chiaro: per Trump, la difesa collettiva non è scontata. Si tratta con ogni probabilità di una strategia di pressione nei confronti dei partner che, a suo avviso, non contribuiscono abbastanza alla spesa militare. Ma il tono evoca lo spettro di un disimpegno americano dalla NATO, una minaccia latente che ritorna ogni volta che l’ex presidente affronta il tema della sicurezza europea.

Tensioni al vertice: tra dubbi e dichiarazioni rassicuranti

Il rappresentante permanente degli Stati Uniti presso la NATO, Matthew Whitaker, ha tentato di calmare le acque: «Non siamo mai stati così coinvolti. Gli Stati Uniti sono qui per restare». Tuttavia, chi era presente alla cena inaugurale del summit racconta un clima di grande incertezza, con molti leader europei visibilmente nervosi in vista degli interventi del presidente americano.

Trump non ha fatto nulla per rassicurare. Al contrario, ha apertamente criticato la Spagna, definendola “un problema” per la sua riluttanza a destinare il 5% del PIL alla difesa entro il 2035. Il premier spagnolo Pedro Sánchez, infatti, si è mostrato contrario a questo obiettivo, suscitando irritazione a Washington e nuove polemiche tra i membri dell’Alleanza.

Diplomazia fuori protocollo: il caso del messaggio di Rutte

A rafforzare l’idea di un Trump determinato a imporsi come leader decisionista c’è anche la sua scelta di rendere pubblico un messaggio riservato inviato dal segretario generale della NATO, Mark Rutte. Nel testo, Rutte elogia l’operazione americana contro l’Iran e celebra il ruolo di Trump nel convincere gli alleati a impegnarsi per il 5% del PIL in spesa militare.

«Ci hai portati a un momento davvero importante», scrive Rutte. «L’Europa pagherà in grande misura, come è giusto che sia, e sarà una tua vittoria». Un passaggio che ha creato forti imbarazzi, alimentando le accuse di politicizzazione delle dinamiche diplomatiche all’interno dell’Alleanza.

Ucraina e Russia: Trump resta ambiguo

Anche sul dossier Ucraina, Trump ha mantenuto un atteggiamento sfuggente. Sebbene oggi sia previsto un incontro diretto con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il capo della Casa Bianca ha evitato di pronunciarsi in modo chiaro su un eventuale riferimento alla condanna dell’invasione russa nella dichiarazione conclusiva del summit.

«Devo ancora esaminare il documento», ha detto Trump. «Mi piacerebbe vedere un accordo con la Russia. Vladimir mi ha chiamato, voleva aiutare sull’Iran. Gli ho detto che era lui ad aver bisogno di me». Il tycoon ha anche ribadito che la guerra in Ucraina non sarebbe mai iniziata se fosse stato lui il presidente al momento dell’invasione.

A differenza di Trump, però, Mark Rutte ha confermato che il sostegno all’Ucraina sarà esplicitamente incluso nel comunicato ufficiale. Ha inoltre ribadito che l’Europa deve prepararsi a una possibile nuova offensiva russa nei prossimi 3-7 anni, un motivo ulteriore — secondo lui — per rafforzare gli investimenti nella difesa.

Un vertice segnato dall’incertezza

Il vertice della NATO all’Aia si è aperto in un clima denso di tensione e ambiguità. Le uscite di Trump hanno gettato un’ombra su questioni cruciali come la tenuta dell’Articolo 5, la solidarietà transatlantica e l’approccio alla guerra in Ucraina. Anche se formalmente gli Stati Uniti restano all’interno dell’Alleanza, il peso delle parole dell’ex presidente condiziona la fiducia degli altri membri e mina la compattezza del fronte occidentale.

Mai come in questa occasione, il vertice dell’Alleanza Atlantica si svolge sotto nubi cariche di incertezza.

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