/

Oltre 440 morti in Indonesia per le alluvioni causate dal ciclone Senyar

La catastrofe ha colpito duramente anche Malesia, Thailandia e Sri Lanka, mentre si fa sempre più evidente il legame con il cambiamento climatico

È drammatico il bilancio delle devastanti alluvioni che in questi ultimi giorni hanno colpito l’Indonesia, dove il passaggio del ciclone tropicale Senyar ha lasciato una scia di morte e distruzione. Secondo le autorità locali, sono oltre 440 le persone che hanno perso la vita, mentre centinaia risultano ancora disperse. I feriti sono numerosi e si contano almeno 300.000 sfollati.

Le piogge torrenziali hanno investito in particolare l’isola di Sumatra, una delle più vaste dell’arcipelago, situata nella parte occidentale del paese. Interi villaggi sono stati sommersi: case, scuole, edifici pubblici, terreni agricoli e automobili sono finiti sotto metri d’acqua. Le operazioni di soccorso sono complicate dalla vastità del territorio colpito e dal continuo rischio di nuove frane e smottamenti.

Il ciclone Senyar non ha risparmiato nemmeno i paesi vicini. In Malesia e Thailandia si registrano anch’essi numeri tragici, con decine di vittime e danni ingenti alle infrastrutture. Parallelamente, in Sri Lanka, il ciclone Ditwah ha provocato alluvioni altrettanto gravi, aggravate da piogge incessanti che hanno causato lo straripamento di fiumi e lo sfollamento di migliaia di famiglie.

Sebbene il periodo dei monsoni porti ogni anno il suo carico di piogge e inondazioni, gli eventi estremi degli ultimi giorni vengono considerati fuori scala anche per gli standard locali. Gli esperti puntano il dito contro il cambiamento climatico, responsabile dell’intensificazione e della crescente imprevedibilità dei fenomeni meteorologici. L’aumento delle temperature globali sta alterando profondamente il ciclo dell’acqua, rendendo sempre più frequenti e violente le precipitazioni tropicali.

Le autorità indonesiane hanno dichiarato lo stato di emergenza e chiesto assistenza internazionale. Nelle aree colpite, centinaia di volontari, forze di sicurezza e operatori umanitari sono al lavoro per soccorrere i superstiti, distribuire generi di prima necessità e prevenire il rischio di epidemie.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati