di Ennio Bassi
La città di Palermo ha commemorato il 33° anniversario della strage di Capaci, uno degli atti più tragici della storia recente italiana, in cui persero la vita il giudice antimafia Giovanni Falcone, la moglie e collega Francesca Morvillo e tre agenti della scorta: Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo.
Le celebrazioni hanno preso il via con l’iniziativa “Tribunale chiama scuola”, che ha visto la partecipazione di circa 3.000 studenti provenienti da diverse scuole palermitane. Organizzata dall’Ordine degli Avvocati di Palermo, dall’Associazione Nazionale Magistrati e dalla Rete per la Cultura Antimafia nella Scuola, l’iniziativa ha avuto luogo davanti al Tribunale di Palermo, dove gli studenti hanno dato vita a performance artistiche, letture e canti, simbolizzando il legame tra il mondo della scuola e quello della giustizia.Palermo Viva
Nel pomeriggio, la città ha vissuto momenti di profonda riflessione. Due cortei, uno partito da via D’Amelio e l’altro dall’Aula Bunker, si sono uniti sotto l’Albero Falcone in via Notarbartolo per osservare un minuto di silenzio alle 17:58, l’orario esatto dell’attentato. Questo momento di raccoglimento ha coinvolto studenti, istituzioni e cittadini, riaffermando l’impegno collettivo nella lotta contro la mafia.Live Sicilia+2StartupItalia+2Ministero della Difesa+2
Al contempo, il “Museo del presente Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”, promosso dalla Fondazione Falcone, ha aperto le sue porte al pubblico. La cerimonia di inaugurazione ha visto la partecipazione dei ministri Carlo Nordio (Giustizia), Matteo Piantedosi (Interno) e Alessandro Giuli (Cultura), che hanno sottolineato l’importanza di mantenere viva la memoria e l’impegno civile.
Tuttavia, la giornata non è stata priva di polemiche. La Fondazione Falcone ha precisato che il silenzio del trombettista, eseguito con qualche minuto di anticipo rispetto all’orario previsto, non aveva alcuna intenzione polemica. In una nota, la Fondazione ha dichiarato: “L’unica cosa che conta per davvero è l’essere stati uniti, insieme, per ricordare ancora una volta i nostri eroi. La politica non c’entra nulla e chi tenta di strumentalizzare quei 7 o 8 minuti di anticipo commette un errore di valutazione”.
Le commemorazioni si sono concluse con una messa di suffragio nella chiesa di San Domenico, dove è sepolto Giovanni Falcone, e con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, delle forze dell’ordine e della cittadinanza, tutti uniti nel ricordare e onorare il sacrificio delle vittime della strage di Capaci.
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