La sua apparizione dopo la Messa del Giubileo degli ammalati: “Grazie a tutti per le preghiere”

Il Papa, convalescente a Casa Santa Marta, aveva prima ricevuto il sacramento della riconciliazione, pregato in Basilica e attraversato la Porta Santa. Durante la celebrazione, seguita in diretta televisiva, il Pontefice ha affidato all’arcivescovo Rino Fisichella l’omelia, in cui ha condiviso la propria esperienza di malattia: “Non è facile, ma è una scuola in cui impariamo ad amare e a lasciarci amare”.
Francesco ha esortato i fedeli a vedere nella sofferenza un’occasione per rafforzare la fede e scoprire l’essenziale. “Anche nei momenti più duri, Dio non ci lascia soli”, ha detto, ricordando che la malattia può trasformarsi in un “luogo santo” di redenzione.
Nel messaggio rivolto agli operatori sanitari, il Papa ha parlato della loro missione come occasione per rinnovarsi interiormente attraverso compassione e speranza. Ha poi ribadito che una società incapace di accogliere i sofferenti è “crudele e disumana”, invitando a non emarginare il dolore, ma a viverlo come parte di un cammino condiviso. La celebrazione si è conclusa con l’Ave Maria di Lourdes e l’Inno del Giubileo “Pellegrini di speranza”, in un clima di profonda commozione e spiritualità.
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