Papa Francesco: “Tutte le attività finanziarie della Santa Sede dovranno essere trasferite all’IOR

di Emilia Morelli

La Santa Sede e gli enti collegati dovranno trasferire tutte le  attività finanziarie  all’Istituto per le Opere di Religione (IOR), noto ai più come banca vaticana. La notizia si apprende dal Catholic News Agency che riporta un rescritto di Papa Francesco, datato 23 agosto, in cui si chiarisce l’interpretazione della disposizione contenuta nella nuova costituzione della Curia Romana, Praedicate Evangelium, promulgata lo scorso marzo.

Nel dettaglio, secondo le disposizioni papali tutte le attività finanziarie che al momento sono detenute presso banche diverse dallo IOR dovranno essere trasferite all’Istituto della Santa Sede entro il 31 settembre 2022. L’  IOR, secondo lo statuto, “ha lo scopo di provvedere alla custodia e all’amministrazione dei beni mobili e immobili ad esso trasferiti o affidati da persone fisiche o giuridiche e destinati a opere di religione e carità”. Ha una sola sede nello Stato della Città del Vaticano, conta 110 dipendenti e 14.519 clienti, nel 2021 ha gestito un patrimonio di 5,2 miliardi di euro.

La decisione di Papa Francesco di riunire tutte le attività finanziarie ecclesiastiche sotto l’egida dell’IOR è probabilmente imputabile alla forte diminuzione dei clienti che ha registrato l’Istituto, dai 14.991 clienti del 2020 si è passati ai 14.519 del 2021. Alla diminuzione di clienti è corrisposta una diminuzione dell’utile netto dell’Istituto, che secondo il rapporto annuale è progressivamente diminuito dai 46 milioni del  2019, ai 44 milioni del 2020 per arrivare ai 19 milioni del 2021.

In particolare si legge nel rescritto del Papa che  l’articolo 219, comma 3, del Praedicate Evangelium “deve essere interpretato nel senso che l’attività di gestore patrimoniale e di custode del patrimonio mobile della Santa Sede e delle Istituzioni legate alla Santa Sede è di esclusiva responsabilità dell’Istituto per le Opere di Religione”. E’ noto, infatti, che finora molte Istituzioni della Santa Sede, comprese la Segreteria di Stato, sono state titolari di conti presso istituti finanziari stranieri ed in particolare svizzeri, tra cui Credit Suisse, attraverso i quali inizialmente fu effettuato il controverso investimento edilizio londinese. 

(Associated Medias)- Tutti i diritti sono riservati