Pensioni, sarà erogata la rivalutazione degli assegni pari a 2.101,52 euro. Il governo è al lavoro sulla delega fiscale

L’Inps ha fatto sapere che a marzo erogherà gli arretrati e le rivalutazioni per le pensioni pari a quattro volte il minimo (2.101,52 euro). Intanto il governo è al lavoro per dare vita ad una nuova delega fiscale che contenga la razionalizzazione dei tributi. Più complessa la risoluzione della questione legata al catasto

di Mario Tosetti

Si continua a parlare del dossier pensioni. Se da un lato il governo ha in mente un ciclo di incontri che conducano ad una riforma integrale delle pensioni e il superamento definitivo della legge Fornero dall’altro nell’immediato futuro l’Inps fa sapere che erogherà gli arretrati per le pensioni superiori a 2.101,52 euro a marzo.

L’Istituto per la previdenza ha, in proposito, ricordato che per gli assegni pensionistici che abbiano un importo fino a questa cifra da gennaio si è erogata la rivalutazione rispetto all’inflazione al 100%. “Dal 1° gennaio l’Inps ha provveduto ad attribuire la rivalutazione delle pensioni e delle prestazioni assistenziali nella misura del 100% a tutti gli utenti che abbiano ottenuto in pagamento, nell’anno 2022, rate di pensione per un importo inferiore o uguale a € 2.101,52 (quattro volte il trattamento minimo). Per tutti gli altri pensionati, nel mese di marzo 2023, l’Inps procederà ad attribuire la perequazione in percentuale in base all’importo annuale in pagamento, come previsto dall’art. 1 comma 309 della legge di bilancio. Nel mese di marzo saranno inoltre posti in pagamento anche gli arretrati riferiti ai mesi di gennaio e febbraio 2023”, ha scritto l’Inps in una nota.

Il governo, comunque, è al lavoro anche sulla delega fiscale e la razionalizzazione e semplificazione dei tributi. Il dossier è già sul tavolo del governo, che sembrerebbe voler chiudere la questione entro un mese.

Di delega fiscale ha parlato il viceministro all’Economia Maurizio Leo che ha spiegato: “sicuramente terremo qualcosa della delega Draghi. La mia idea è di razionalizzarla e fare qualcosa di simile a quella che fu la legge degli anni ’70”. Il viceministro ha sottolineato la velocità con cui il governo sta mettendo mano alla delega fiscale e l’intenzione di concepire un provvedimento “così puntuale e articolato che rappresenterà una svolta per il nostro sistema paese”. Nel dettaglio, secondo quanto dichiarato da Leo, la delega “sarà strutturata in 4 parti: una parte generale; tributi; procedimenti e materiali. Interverremo sui diversi tributi, Irpef, Ires, Iva, senza dimenticare i tributi locali, le accise, i giochi”.

Per quanto riguarda l’Irpef “abbiamo a disposizione un lasso temporale abbastanza ampio, la legislatura: quindi un primo intervento si può articolare passando dalle 4 aliquote a 3 per poi progressivamente arrivare ad un meccanismo sostanzialmente flat per tutte le categorie dei contribuenti. Sui numeri stiamo ragionando e questo sarà coerente con le risorse a disposizione”, ha affermato il viceministro all’Economia che ha aggiunto, “abbiamo visto che nella legge finanziaria Draghi si è passato a un meccanismo a 4 aliquote. Noi tentiamo di addolcire la curva delle aliquote. Perché si può addolcire? Perché in combinato con questo si possono rivedere dei meccanismi di tax expenditure”.

Più complessa appare la risoluzione del nodo relativo al catasto.”Bignerà fare un po’ di chiarezza. Se guardiamo ai paesi Ue, in quasi nessun paese c’è stato un aggiornamento dei valori immobiliari. I nostri valori catastali non meritano un’accelerazione nell’aggiornamento”, ha sottolineato Leo.

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