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Polonia, sabotaggio sulla ferrovia Varsavia-Lublino: “Atto deliberato contro la sicurezza nazionale”

Un ordigno è esploso sui binari nei pressi del villaggio di Mika. Il premier Donald Tusk parla apertamente di sabotaggio e accusa indirettamente Mosca: “La tratta è cruciale per l’aiuto all’Ucraina, troveremo i responsabili”

Un atto di sabotaggio deliberato ha colpito domenica la linea ferroviaria tra Varsavia e Lublino, all’altezza del villaggio di Mika, nella provincia della Masovia. A confermare la matrice dolosa è stato direttamente il primo ministro polacco Donald Tusk, che su X ha dichiarato: «Purtroppo, le peggiori ipotesi sono state confermate. Un ordigno è esploso e ha distrutto i binari ferroviari. I servizi e la procura stanno lavorando sul posto».

L’attacco non ha causato vittime, ma ha avuto gravi implicazioni per la sicurezza nazionale. Tusk ha sottolineato come la tratta ferroviaria colpita sia strategica non solo per i collegamenti interni, ma anche per il transito degli aiuti militari e umanitari diretti in Ucraina, con cui la Polonia condivide un confine di oltre 500 chilometri. «Far saltare in aria i binari della tratta Varsavia-Lublino è un atto senza precedenti che colpisce direttamente lo Stato e i suoi civili», ha scritto il premier, aggiungendo che «i responsabili saranno individuati, chiunque essi siano».

Secondo quanto riferito dalla polizia locale, è stato un macchinista a notare i danni sui binari e a dare l’allarme. L’esplosione è avvenuta a circa 130 chilometri dal confine ucraino, e le indagini sono state immediatamente affidate agli organi di sicurezza e alla procura.

Sebbene non ci siano ancora accuse formali, i sospetti si concentrano sulla Russia, considerata la principale indiziata per un’azione di destabilizzazione contro un Paese che in questi anni ha avuto un ruolo chiave nel sostegno a Kiev, fornendo armi, logistica e corridoi di transito per l’assistenza internazionale.

Il sabotaggio ha avuto anche un forte impatto simbolico: colpire una linea ferroviaria strategica rappresenta un messaggio diretto alla Polonia e al suo impegno filoucraino. Un’azione che riaccende l’allerta a Varsavia su possibili interferenze e operazioni ibride legate al conflitto in corso tra Russia e Ucraina.

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