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Ponte sullo Stretto: il pessimo viatico che offre Italferr nei lavori ferroviari in Calabria

A Sellia Marina, sulla linea Reggio Calabria Metaponto, si dovevano realizzare due opere ferroviarie (un sovrappasso e un sottopasso) di piccole dimensioni, eppure sono passati 10 anni dal momento della decisione politica – sette anni dagli espropri – e tuttora le imprese appaltatrici sono anche ben lungi dal consegnare le infrastrutture

di Carlo Longo

Il Ponte sullo Stretto di Messina, e le infrastrutture connesse, avranno bisogno di sette anni per essere ultimate. Queste sono le stime fornite dal Ministero delle Infrastrutture. I lavori dovrebbero cominciare dopo decadi di parole e di perdite entro il 2025. È una infrastruttura importante, di valore simbolico e anche culturale. Per questo siamo favorevoli a questa opera e ne sosteniamo la realizzazione. Tuttavia è necessario guardare con attenzione a quanto già accade in Calabria e Sicilia per evitare che lo Stato perda ancora tempo e miliardi.

Un esempio pessimo di come vanno le cose lo sta offrendo la Rete Ferroviaria Italiana e Italferr, due strutture pubbliche di un certo rilievo controllate attraverso il Gruppo Ferrovie dello Stato dal Ministero delle Infrastrutture. In un piccolo paese della Calabria jonica, Sellia Marina, sulla linea Reggio Calabria Metaponto, queste società devono realizzare due opere ferroviarie (un sovrappasso e un sottopasso) di piccole dimensioni, eppure sono passati 10 anni dal momento della decisione politica – sette anni dagli espropri – e tuttora le imprese appaltatrici sono anche ben lungi dal consegnare le infrastrutture.

Anzi, si apprende che, in uno dei due cantieri, nelle scorse settimane attraverso rumorosi martelli pneumatici si è provveduto a demolire parte del manufatto. Qualcosa di incomprensibile che testimonia quanto meno gravi errori di progettazione. Si apprende anche che i lavori per il sovrappasso, che insiste su una via molto trafficata e occupata da aziende e abitazioni civile, sono molto più indietro. Una situazione disastrosa che fa infuriare le autorità locali ed i cittadini ma di cui nessuno parla proprio perché in atto in un piccolo comune.

Foto Calabria Economia

Le carte firmate da Italferr promettevano la fine dei lavori in cinque anni e anche le indennità di occupazione sono state pagate per lo stesso periodo. Il problema è che dalla firma di quegli espropri di anni ne sono passati più di sette e ancora non se ne vede la fine.  Insomma, una situazione sconfortante e purtroppo emblematica di come vanno le cose in questo genere di cantieri. Si sa che una ditta che inizialmente si era aggiudicati i lavori è stato poi sospesa per infiltrazioni mafiose. E certamente ci saranno altre motivazioni perché si è arrivati a questi ritardi. Fatto sta che situazioni come queste non rappresentano certamente un buon viatico per il Ponte sullo Stretto.

Del resto, operando in un contesto del genere (e Reggio Calabria è una zona ben più complessa rispetto a Sellia Marina) perchè dovremmo credere al fatto che un’opera colossale e difficile come il Ponte sullo Stretto di Messina sarà pronto in sette anni? In Cina piccole infrastrutture come quelle di Sellia Marina le consegnano in 8/10 mesi, nel resto d’Italia in 2/3 anni. In Calabria al contrario si va con i ritardi che abbiamo appena descritto.

Foto La Nuova Calabria

Dalle cronache di inizio lavori, riferite da “La Nuova Calabria”, riaffiorano parole che col tempo dal solenne scivolano nel farsesco. Pubblichiamo soltanto l’attacco di un articolo firmato da un assessore dell’epoca: “Una giornata memorabile, il 28 Luglio 2020, per il Comune di Sellia Marina. Alla presenza del Responsabile delle Ferrovie -Ing. Calabro’-, del Direttore dei lavori Ing. Zaffina, dell’ Impresa Morfu’ Appaltatrice dell’opera e dell’Impresa Torchia, del Responsabile dei LL. PP del Comune Arch. Garcea, del Sindaco Ing. Francesco Mauro e di tutto il gruppo di maggioranza, sono stati consegnati i lavori per la realizzazione del sottovia in località Sena-San Vincenzo e del Sopravia in loc. Carrera lavori che permetteranno di mettere in sicurezza l’intero territorio di Sellia Marina. Dureranno 720 giorni per un importo di €. 8.100.000,00”. Di memorabile è rimasto il fatto che i treni non passano più, che i disagi rimangono, i soldi si sprecano e che le parole vanno sempre al vento.

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