Il Vaticano avvia il processo canonico contro Marko Rupnik, ex gesuita accusato di abusi. Nominati i giudici, il procedimento si terrà a porte chiuse

Un tribunale indipendente per il caso Rupnik
Secondo una nota diffusa dal Dicastero per la Dottrina della Fede, lo scorso 9 ottobre sono stati nominati i cinque membri del tribunale che seguiranno il caso.
Il collegio giudicante sarà formato da donne e religiosi esterni alla Curia Romana, per garantire la massima autonomia e indipendenza del procedimento. La decisione, sottolinea il comunicato, mira a preservare la credibilità e la trasparenza del processo in uno dei casi più delicati che coinvolgono un ecclesiastico di fama internazionale.
Le accuse e la storia di Marko Rupnik
Rupnik, sacerdote sloveno conosciuto per i suoi celebri mosaici presenti in luoghi di culto come Fatima, Lourdes e San Giovanni Rotondo, è stato al centro di un lungo e complesso caso giudiziario all’interno della Chiesa.
Alla fine del 2022, l’ordine dei Gesuiti — di cui faceva parte — aveva imposto al religioso misure restrittive in seguito a diverse denunce per abusi compiuti sia in Slovenia sia a Roma, dove aveva diretto il Centro Aletti, luogo di spiritualità e produzione artistica.
Le indagini hanno rivelato anche una precedente scomunica canonica, in seguito revocata. Dopo mesi di incertezze, Papa Francesco ha scelto di riaprire il caso nell’ottobre 2023, derogando alla prescrizione per consentire l’avvio di un nuovo processo presso la Dottrina della Fede.
Nel frattempo, nel luglio 2023, Rupnik è stato espulso dalla Compagnia di Gesù ma è rimasto sacerdote, incardinato in una diocesi slovena, pur continuando a frequentare Roma.
Il lavoro del Dicastero e la formazione del tribunale
Il cardinale Víctor Manuel Fernández, prefetto della Dottrina della Fede, aveva già anticipato lo scorso marzo l’intenzione di costituire un tribunale ad hoc per il caso Rupnik.
Il Dicastero ha dovuto raccogliere e riorganizzare una grande quantità di documenti provenienti da più Paesi, un compito complesso che ha richiesto mesi di lavoro. Dopo un’attenta selezione, è stato individuato il gruppo di giudici che seguirà il processo, tenendo conto della natura altamente mediatica e sensibile del caso.
Una volta concluse le udienze, il tribunale presenterà le proprie conclusioni alla sezione disciplinare del Dicastero, guidata da monsignor John Joseph Kennedy. In caso di colpevolezza, Rupnik potrebbe essere ridotto allo stato laicale.
Le vittime chiedono giustizia
Le donne che hanno denunciato il sacerdote, assistite dall’avvocata Laura Sgrò, hanno accolto con favore la nomina dei giudici e l’avvio del processo.
«Le mie cinque assistite aspettano da anni che venga riconosciuto il loro status di parte lesa», ha dichiarato Sgrò, sottolineando come la giustizia rappresenti un passo necessario non solo per le vittime ma anche per l’intera comunità ecclesiale.
Le opere di Rupnik e le reazioni del mondo cattolico
Le opere di Rupnik decorano alcuni dei santuari più importanti del mondo, tra cui Lourdes, Fatima e il Vaticano. Tuttavia, in seguito alle accuse, diversi luoghi di culto hanno deciso di coprire o rimuovere i mosaici realizzati dall’artista.
A Lourdes, ad esempio, sono stati velati i mosaici che ornano il portale della Basilica del Rosario, mentre il portale della Santa Sede Vatican News ha eliminato le immagini riconducibili al suo lavoro.
Una decisione simbolica che riflette il profondo disagio di una Chiesa chiamata oggi a coniugare arte, fede e responsabilità morale.
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