L’Agenzia delle Entrate proroga al 30 maggio alcune scadenze fiscali dopo il blackout del 16 maggio. Ecco cosa cambia per i contribuenti

Blackout digitale: piattaforma bloccata per oltre nove ore
Secondo quanto riportato nel provvedimento firmato dal direttore Vincenzo Carbone, l’accesso all’area riservata del sito è risultato impossibile dalle 10:04 alle 19:30 del 16 maggio. Durante quel lasso di tempo i contribuenti non hanno potuto usufruire dei servizi digitali, rimanendo bloccati proprio nei giorni centrali per la trasmissione di modelli e versamenti fiscali.
Applicata la norma per eventi eccezionali
In seguito al malfunzionamento, è stato invocato l’articolo 1 del decreto-legge 21 giugno 1961, n. 498, che consente la proroga fino a dieci giorni dei termini previsti in caso di eventi eccezionali che impediscano il regolare funzionamento degli uffici finanziari. La nuova scadenza è stata così fissata al 30 maggio, per tutti gli obblighi originariamente in scadenza nel giorno del blocco.
Sito in tilt per il boom della precompilata
Le cause del blackout sono legate principalmente al massiccio afflusso di utenti per il 730 precompilato, il cui canale di trasmissione era stato aperto proprio il giorno precedente. Il picco di accessi ha messo in crisi il sistema, proprio mentre molti contribuenti cercavano di adempiere a una lunga serie di obblighi fiscali.
Scadenze coinvolte: Iva, Tobin Tax, Split Payment e altro
Tra gli adempimenti interessati dal blocco vi sono la terza rata dell’Iva per il 2024, i versamenti per enti pensionistici e pubblici, l’imposta sulle attività di intrattenimento relative ad aprile, oltre alla Tobin Tax e allo Split Payment. La proroga riguarda dunque un ampio spettro di soggetti, dai liberi professionisti alle pubbliche amministrazioni.
Dieci giorni in più per mettersi in regola
Con i sistemi ormai tornati pienamente operativi, contribuenti e intermediari avranno a disposizione dieci giorni supplementari per completare le operazioni fiscali sospese. La misura è stata accolta con sollievo da commercialisti, CAF e cittadini, che avevano segnalato fin da subito l’impossibilità di accedere ai servizi online.
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