Rassegna stampa 7 luglio

SICUREZZA

No truppe a Kiev. La Francia si reca alle urne per i ballottaggi dell’Assemblea nazionale in un clima di alta tensione e sicurezza rafforzata, soprattutto a Parigi. Nonostante il vantaggio della destra di Marine Le Pen, gli ultimi sondaggi suggeriscono che il suo partito, il Rassemblement National, non otterrà la maggioranza assoluta. Le Pen ha dichiarato che, in caso di vittoria, non permetterà l’uso di armi francesi contro la Russia e si opporrà all’invio di truppe in Ucraina, contrariamente alla politica attuale del presidente Macron. La situazione potrebbe portare a una coabitazione tra Macron e un possibile primo ministro del Rassemblement National, con incertezze sulle future politiche estere e di difesa della Francia. Nel frattempo, la tensione politica è palpabile, con atti di violenza segnalati e una petizione di dirigenti pubblici che si rifiutano di lavorare con un governo di estrema destra.
Stefano Montefiori su Corriere della Sera

La zavorra del debito. Il programma economico del Rassemblement National (RN) in Francia, che prevede una spesa di 60 miliardi di euro, sta causando preoccupazione nei mercati finanziari e un aumento dei tassi di interesse. Il debito pubblico francese è già al 112% del PIL e potrebbe crescere ulteriormente, mentre il deficit pubblico del 2023 ha superato le previsioni, raggiungendo il 5,5%. Il debito totale del paese, sommando quello pubblico e privato, raggiunge il 320% del PIL, ben al di sopra della media europea. Il candidato primo ministro del RN, Jordan Bardella, ha promesso un audit sui conti pubblici prima di qualsiasi riforma, ma il finanziamento del suo programma appare insufficiente, coprendo solo 11 miliardi dei 60 necessari. Inoltre, un’eventuale coalizione di governo potrebbe affrontare ostacoli nel far approvare il bilancio, con possibili conseguenze politiche negative
su Sole 24 Ore

L’azzardo di Macron. Emmanuel Macron, il più giovane presidente della Quinta Repubblica francese, rischia la sua carriera politica dopo aver indetto a sorpresa delle elezioni che hanno potenzialmente aperto la strada agli estremismi. Sette anni fa, aveva promesso di eliminare le ragioni per votare gli estremi, ma ora sembra averli involontariamente favoriti indebolendo sia la destra che la sinistra. Il filosofo Pascal Bruckner, che aveva votato per Macron, paragona il suo azzardo a quello di David Cameron con il referendum sulla Brexit, sottolineando come Macron abbia giocato a poker con la democrazia e ora si trovi in una situazione difficile. Le ultime elezioni potrebbero vedere una significativa perdita di deputati per il suo partito e un aumento del Rassemblement National di Marine Le Pen, alimentando il risentimento nazionale e mettendo in discussione l’approccio liberale di Macron, che è stato anche criticato per apparire distaccato e non in grado di parlare alla “pancia” del Paese
Anais Ginori su Repubblica

Tra angoscia e speranza. Alla vigilia del secondo turno delle elezioni legislative in Francia, il paese è pervaso da un misto di ansia e speranza. I cittadini sono in attesa dei risultati, in particolare dopo il successo del Rassemblement national (RN) alle elezioni europee. Tra le persone intervistate, alcune esprimono preoccupazione per l’ascesa dell’estrema destra e le possibili conseguenze sulla società e sulle libertà individuali, mentre altre vedono con ottimismo la possibilità di un cambiamento politico. Vi è un forte sentimento di incertezza sul futuro del paese, con timori di un aumento del razzismo e della discriminazione, ma anche speranze di un ordine nuovo. Alcuni temono che l’eventuale successo del RN possa portare a politiche anti-immigrazione più severe, mentre altri sono pronti a dare una chance al partito, stanchi delle vecchie élite politiche
Camille Bordenet su Monde

Immigrazione. Sir Tony Blair ha consigliato al nuovo Primo Ministro, Sir Keir Starmer, di sviluppare un solido piano di immigrazione per contrastare il populismo, suggerendo l’implementazione di ID digitali per il controllo delle frontiere. Il consiglio di Blair giunge nel mezzo dell’ascesa del Reform, un movimento populista, e delle sfide poste dalle questioni culturali in politica. In risposta, Starmer ha annunciato un nuovo comando per la sicurezza delle frontiere e un Border Security Bill con nuovi poteri antiterroristici. Nel frattempo, Blair sottolinea anche l’importanza di abbracciare la tecnologia, in particolare l’intelligenza artificiale, per la crescita economica e posiziona il centro-sinistra come luogo di soluzioni pratiche piuttosto che di battaglie ideologiche.
Gabriel Pogrund su Sunday Times

Priorità. Starmer si appresta a fare il suo ingresso sulla scena mondiale con la partecipazione al vertice del 75° anniversario della Nato a Washington e alla riunione della nuova Comunità Politica Europea a Blenheim Palace. Questi eventi rappresentano per lui l’opportunità di affermarsi come leader globale e sviluppare relazioni diplomatiche essenziali, in un contesto internazionale caratterizzato da sfide come la deterrenza di Putin in Europa orientale, il sostegno all’Ucraina e il contenimento della Cina. Starmer, descritto come un istituzionalista, intende operare all’interno delle istituzioni esistenti, in contrasto con l’atteggiamento critico dei Conservatori verso alcune di esse, come la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Affronta inoltre la delicata questione del conflitto Israele-Palestina, che ha impattato la sua leadership e la base elettorale del Labour. Nonostante la sua esperienza in alcune aree, come il Medio Oriente, Brexit e l’Europa, sembra meno preparato su temi come la Cina, la Russia e l’intelligenza artificiale. Starmer, che ha ricevuto un’accoglienza positiva dai Democratici americani, punta alla continuità piuttosto che al cambiamento rispetto alla politica estera del governo Conservatore, credendo che per migliorare la posizione della Gran Bretagna nel mondo sia necessario prima risolvere i problemi interni del paese
Josh Glancy su Sunday Times

Soldi alla Gb, l’impegno degli investitori. Investitori dal Medio Oriente, dagli Stati Uniti e dall’Australia, tra cui grandi fondi come Macquarie e Blackstone, hanno espresso interesse a investire miliardi in Gran Bretagna, a condizione che il governo laburista ripristini la stabilità. Rachel Reeves, il nuovo cancelliere, mira a sfruttare i fondi del settore privato per progetti infrastrutturali e di energia verde, proponendo un fondo patrimoniale nazionale alimentato con 7,3 miliardi di sterline di denaro dei contribuenti per attrarre ulteriori investimenti. Sebbene gli investitori siano cauti a causa della passata imprevedibilità normativa, sono ottimisti riguardo al potenziale dei laburisti di creare un ambiente di investimento più trasparente e prevedibile. Reeves intende mostrare l’apertura della Gran Bretagna agli affari con un vertice sugli investimenti, sperando di ricostruire la fiducia internazionale nel panorama degli investimenti del Regno Unito in mezzo alle incertezze politiche globali.
John Arlidge su Sunday Times

La Difesa riavvicina gli inglesi alla Ue. Il nuovo governo laburista del Regno Unito, a otto anni dalla Brexit, mira a ristabilire legami più stretti con l’Unione Europea, in particolare attraverso un possibile patto di sicurezza e difesa. Il ministro degli Esteri David Lammy sottolinea l’importanza di sinergie con l’Europa, soprattutto per una politica deterrente contro la Russia. Il Regno Unito, forte della sua vicinanza agli USA e della sua posizione di leader nel deterrente nucleare Trident, potrebbe offrire la sua forza militare in cambio di concessioni commerciali, senza tuttavia toccare il mercato unico e l’unione doganale. Il nuovo orientamento pro-europeo del governo laburista si contrappone alla precedente amministrazione conservatrice, con l’obiettivo di costruire nuove alleanze strategiche e fronteggiare l’instabilità ai confini europei.
Deborah Bonetti su Giorno – Carlino – Nazione

Roma-Londra. L’articolo di Carlo Pelanda analizza le possibili implicazioni del cambio di governo nel Regno Unito sulle relazioni bilaterali con l’Italia, in particolare nel settore della difesa e dell’industria degli armamenti. Viene sottolineato il successo storico della collaborazione italo-britannica nell’industria militare, con particolare riferimento all’acquisto di una parte dell’industria militare britannica da parte di Leonardo (ex Finmeccanica). L’attenzione si concentra sul programma Tempest, un caccia di sesta generazione sviluppato in partenariato tra Giappone, Italia e Regno Unito, che potrebbe richiedere ulteriori partner finanziari a causa delle restrizioni di bilancio. L’articolo suggerisce che l’Italia dovrebbe promuovere un trattato economico UE-Regno Unito, con il possibile appoggio della Germania, per superare le conseguenze della Brexit e rafforzare la posizione italiana nel G7 e nella proiezione geopolitica nell’Indo-Pacifico.
Carlo Pelanda su La Verita’

Nato. Il 75° anniversario della NATO arriva tra sfide interne ed esterne, con lo spettro della potenziale ascesa al potere di Donald Trump e Marine Le Pen che mette in dubbio il futuro delle alleanze occidentali. L’organizzazione, che si è espansa e rafforzata in risposta all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, deve affrontare la possibilità di disaccordi interni se gli scettici della NATO salgono al potere. Le alleanze americane, che coprono una parte significativa della popolazione e del PIL mondiale, hanno resistito grazie alla loro istituzionalizzazione e all’evoluzione delle loro missioni. Tuttavia, l’ascesa del populismo nazionalista in Occidente minaccia la stabilità di queste alleanze, poiché leader come Trump hanno messo apertamente in discussione l’impegno a difendere gli alleati che non rispettano gli obiettivi di spesa per la difesa. Il prossimo vertice della NATO si concentrerà sul sostegno all’Ucraina e sul rafforzamento del coordinamento militare tra gli alleati, affrontando anche la delicata questione del rapporto dell’Ucraina con la NATO in tempo di guerra.
su Economist

Cloud. CrowdStrike, azienda specializzata in sicurezza informatica, si distingue per l’uso del cloud computing e dell’intelligenza artificiale, fattori che hanno contribuito alla sua rapida crescita. Il titolo in Borsa ha registrato un’impennata, con un incremento del 163,8% nell’ultimo anno e del 496% in cinque anni, grazie anche alla crescente digitalizzazione dell’economia e agli investimenti in cybersecurity. Tuttavia, i multipli di valutazione di CrowdStrike sono elevati, suggerendo che il prezzo delle azioni potrebbe essere alto rispetto alle prospettive di crescita. La società ha aumentato la sua guidance e continua a espandere i suoi servizi, ma deve affrontare una forte concorrenza e variabili di mercato, come la politica monetaria della Fed, che potrebbero influenzare le valutazioni future
Vittorio Carlini su Sole 24 Ore

ECONOMIA & FINANZA DALL’ITALIA E DAL MONDO

Vogliamo un commercio libero ed equo. Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, durante la sua visita in Cina, ha discusso la questione dei dazi sulle auto elettriche, sottolineando l’importanza di un commercio libero ma equo, secondo le regole del WTO. Urso ha evidenziato l’interesse dei produttori cinesi a produrre in Europa, preferibilmente in Italia, grazie alle condizioni logistiche favorevoli e all’ecosistema di ricerca e design del paese. Ha inoltre difeso le recenti alleanze strategiche del governo, come Ita-Lufthansa e la partnership di Tim con Kkr, come soluzioni necessarie a problemi storici. Infine, ha parlato degli incentivi per le auto elettriche, affermando che il governo intende riorientare le risorse per sostenere la produzione nazionale e colmare il divario tra veicoli prodotti e immatricolati.
Diego Longhin su Repubblica

Espatriare. Il 35% dei giovani italiani sotto i 30 anni è pronto a lasciare il paese per migliori opportunità lavorative e salari più alti, secondo un sondaggio di Ipsos per la Fondazione Raffaele Barletta. L’85% considererebbe di trasferirsi anche lontano da casa per un lavoro più gratificante. Questa tendenza è preoccupante per l’Italia, che rischia di perdere talenti, soprattutto a causa della denatalità che riduce la popolazione studentesca di 100-110 mila all’anno. Il sondaggio evidenzia anche il rischio di una perdita netta di potenziale imprenditoriale e professionale, mentre il premio Myllennium Award si propone come iniziativa per invertire questa tendenza, valorizzando e trattenendo i giovani talenti in Italia
Claudio Tucci su Sole 24 Ore

Caporalato. A Latina si è tenuta una manifestazione di 5.000 persone contro il caporalato e le morti sul lavoro, guidata dal segretario generale della CGIL, Maurizio Landini, in seguito alla morte di Satnam Singh. Landini ha chiesto una lotta permanente contro lo sfruttamento lavorativo e ha evidenziato la connessione tra precariato, clandestinità e sfruttamento, sostenendo l’importanza del riconoscimento del permesso di soggiorno per chi cerca lavoro. La CGIL sta collaborando con la Procura di Latina per esporre le irregolarità nel settore agricolo, dove due terzi delle aziende ispezionate hanno mostrato irregolarità. Intanto, il governo annuncia nuove misure come la patente a punti per le imprese, mentre emergono ulteriori casi di abusi e la Procura indaga su un incidente dove un lavoratore ha perso un occhio.
Corrado Zunino su Repubblica

Aziende strategiche. Il Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti mira al rilancio delle aziende strategiche italiane, con particolare attenzione al settore ferroviario dopo aver affrontato quelli aereo e delle telecomunicazioni. La sua “dottrina” si basa su una partnership tra Stato e privati, che si attiva solo alla presenza di investitori privati. Recentemente, ha ottenuto l’approvazione dell’UE per l’operazione tra ITA Airways e Lufthansa, un successo che segue la logica di investimenti mirati e riorganizzazione industriale. Questa politica industriale si fonda su tre principi: vendere ciò che non è necessario, investire in ciò che è utile e riorganizzare le realtà strategiche, che potrebbe includere una parziale privatizzazione delle Ferrovie dello Stato. Giorgetti, noto per il “metodo Corneliani” di salvataggio di marchi storici con capitali pubblici e privati, punta ora a una riorganizzazione su larga scala che valorizzi le aziende e promuova lo sviluppo
Leonard Berberi su Corriere della Sera

Troppi rinvii su Cdp. La settimana finanziaria in Italia ha visto progressi significativi con la risoluzione di due questioni storiche: la ristrutturazione di ITA Airways, ex Alitalia, e di TIM. Il governo, in particolare il MEF, è riuscito a portare a termine due salvataggi importanti, inserendo le aziende in gruppi stranieri, con Lufthansa e il fondo KKR, pur mantenendo una partecipazione italiana di minoranza. Queste mosse hanno sorpreso molti, dato il profilo sovranista dell’attuale esecutivo. Tuttavia, la settimana si è chiusa con una nota negativa: il rinvio, per la quarta volta, delle nomine nel CDA della Cassa Depositi e Prestiti, a causa della mancanza di accordo tra i partiti sulla distribuzione dei posti, un segnale preoccupante per gli investitori esteri.
Alessandro Graziani su Sole 24 Ore

Lufthansa. Il titolo Lufthansa ha registrato una crescita del 4,5% in una settimana, recuperando parzialmente dal calo del 25% dall’inizio dell’anno, grazie all’approvazione dell’acquisizione del 41% di Ita Airways. Le condizioni imposte dalla Commissione Europea per l’acquisto non sembrano eccessivamente gravose, con la rinuncia a slot e rotte che pesano per circa 30 milioni annui su un fatturato di 3,2 miliardi. Il bilancio 2023 di Ita mostra una perdita operativa di 74 milioni, con un indebitamento netto di 1,45 miliardi, ma Lufthansa vede buone prospettive di miglioramento nell’integrazione della rete. Analisti e investitori rimangono ottimisti sul futuro della compagnia, nonostante le sfide del mercato e la competizione con le low cost.
Gianni Dragoni su Sole 24 Ore

Patto Imprese-Gdf. In Emilia-Romagna, un protocollo tra la Guardia di Finanza, enti locali e la società civile sta ottenendo risultati sorprendenti nella lotta alle infiltrazioni mafiose nell’economia regionale. Il patto ha portato alla scoperta di ‘ndrine, lavoratori in nero, e ingenti somme di crediti e fatture falsi. Quarantasei istituzioni, tra cui enti pubblici, associazioni di categoria e università, hanno aderito all’iniziativa, che include la creazione di Sportelli sicurezza per raccogliere segnalazioni in modo confidenziale. Le indagini hanno già prodotto arresti e sequestri significativi, rivelando un vasto sistema di illeciti finanziari e un’evasione fiscale milionaria. Questo approccio innovativo alla prevenzione del crimine organizzato potrebbe essere esteso a livello nazionale
Sara Monaci su Sole 24 Ore

Boom. La stagione delle trimestrali a Wall Street si preannuncia positiva, con un incremento medio degli utili del 9% per la Corporate America, sostenuta soprattutto dalle Big Tech e dall’intelligenza artificiale. Nonostante alcune difficoltà nei settori bancario e industriale, si prevedono risultati solidi in ambiti come la sanità e l’energia. Analisti prevedono che senza il contributo delle tecnologiche, l’aumento degli utili sarebbe stato limitato al 5%. Le cosiddette “Magnifiche 7” del settore tech, tra cui Nvidia, Microsoft e Apple, dovrebbero registrare un aumento medio dei profitti del 25%. Infine, l’ottimismo per il futuro rimane alto, con aspettative di crescita degli utili anche per i prossimi trimestri.
Marco Valsania su Sole 24 Ore

POLITICA & CRONACA DAL MONDO

Al voto. In Francia, dopo l’elezione diretta di 76 deputati al primo turno, i cittadini tornano alle urne per decidere i restanti 501 seggi dell’Assemblea Nazionale. Il Rassemblement National (RN) di Le Pen e Bardella, già forte di 39 seggi, è in lizza per la maggioranza, mentre il Nouveau Front Populaire di sinistra e il blocco centrista di Macron cercano di affermarsi. L’affluenza è alta e potrebbe crescere ulteriormente, influenzata da recenti eventi politici e sociali. Si profila un Parlamento senza una chiara maggioranza, con la possibilità di nuove alleanze e una grande coalizione che escluda l’estrema destra. Macron spera di essere decisivo in una nuova alleanza plurale, mentre i risultati definitivi sono attesi dopo la chiusura degli ultimi seggi
Stefano Montefiori su Corriere della Sera

Un errore. Manuel Valls, ex primo ministro francese, critica l’accordo con La France insoumise di Mélenchon, ritenendolo un errore sia politico che morale. Prevede la necessità di trovare nuove soluzioni per un Parlamento diviso in tre blocchi, suggerendo un accordo programmatico che potrebbe includere forze politiche da destra a sinistra. Valls sottolinea l’importanza di affrontare temi come sicurezza e immigrazione, che hanno alimentato il supporto al Rassemblement national (Rn) di Marine Le Pen. Critica anche l’approccio di governo di Macron e la mancanza di azioni concrete su temi come gli alloggi. Infine, esprime preoccupazione per l’eventualità di un governo Rn, che a suo avviso potrebbe portare il Paese in un precipizio
Francesca Schianchi su Stampa

Macron. Nel 2024, il presidente francese Emmanuel Macron affronta una crisi politica interna che rischia di ridurre l’influenza della Francia nell’Unione Europea. A seguito di elezioni anticipate poco favorevoli, si paventa la possibilità che il partito di estrema destra National Rally (RN) di Marine Le Pen, noto per la sua posizione euroscettica, possa ottenere una maggioranza o formare una coalizione conservatrice. Questo potrebbe portare a un parlamento senza una maggioranza chiara, minando la capacità di Macron di agire efficacemente a livello europeo. La Francia, tradizionalmente una forza trainante nell’UE, potrebbe trasformarsi in un freno per l’integrazione europea, e la direzione futura delle politiche europee della Francia rimane incerta fino al secondo turno delle elezioni legislative del 7 luglio. Nel frattempo, la preoccupazione cresce per le possibili ripercussioni sulla politica estera, in particolare sul sostegno all’Ucraina, e sulla gestione delle finanze pubbliche francesi.
su Economist

La prima mossa. Il nuovo primo ministro britannico, Keir Starmer, ha tenuto la sua prima conferenza stampa annunciando un cambiamento di rotta rispetto al precedente governo conservatore. Ha enfatizzato la necessità di prendere decisioni difficili con “cruda onestà” e ha posto l’accento su un governo che mette il Paese prima del partito. Tra le prime azioni, ha abbandonato il controverso Piano Ruanda per la deportazione degli immigrati illegali, dichiarandolo inefficace. Starmer ha inoltre confermato il mantenimento del limite di due figli per gli assegni sociali, nonostante le critiche. Nel frattempo, la posizione elettorale del suo governo è percepita come fragile, con una maggioranza ottenuta con solo il 34% dei voti e la perdita di appoggio tra gli elettori musulmani, come dimostrato dall’elezione di cinque indipendenti filo-palestinesi a scapito dei laburisti.
Luigi Ippolito su Corriere della Sera

Ruoli chiave. Il governo del leader laburista Keir Starmer è caratterizzato dalla presenza di due donne influenti: Rachel Reeves e Angela Rayner. Reeves, la prima donna a ricoprire il ruolo di Cancelliera dello Scacchiere, è nota per la sua preparazione e la promessa di un rigore finanziario inflessibile, mentre Rayner, vicepremier con il portafoglio della Coesione sociale, è riconosciuta per la sua origine proletaria e la capacità di connettersi con la base popolare. Sebbene le due donne abbiano stili e approcci politici opposti, entrambe sono accomunate da una forte determinazione. Il loro equilibrio e la loro interazione determineranno la direzione del nuovo governo, tra il progressismo radicale di Rayner e la prudenza centrista di Reeves, con Starmer nel mezzo di questa dinamica. Nel frattempo, i nazionalisti scozzesi hanno subito una pesante sconfitta elettorale, perdendo la speranza di indipendenza a favore dei laburisti, e l’affluenza alle urne è stata la più bassa dal 2001
Luigi Ippolito su Corriere della Sera

Priorità. Il nuovo leader del Partito Laburista britannico, Sir Keir Starmer, ha delineato le sue priorità per il Regno Unito, concentrandosi sulla riforma della sanità e sul rilancio dell’economia, con l’obiettivo di rendere l’economia britannica la più forte del G7. Ha respinto il controverso piano di deportazione dei migranti irregolari in Ruanda, precedentemente sostenuto dai suoi predecessori conservatori, e ha annunciato altre tre missioni: energia pulita, sicurezza e opportunità per tutti, proponendo di tassare le scuole private. Starmer, che ha ricevuto il 34% dei voti alle urne, si impegna a servire tutti i cittadini, inclusi coloro che non hanno votato per il Labour. Inoltre, si prepara a rafforzare la presenza del Regno Unito sulla scena internazionale con viaggi nelle quattro nazioni del Regno e un vertice NATO a Washington, seguito da un summit con i leader dell’UE a Blenheim Palace. Intanto, l’ex primo ministro Tony Blair ha pubblicato un articolo con consigli per Starmer, che include suggerimenti su immigrazione, sanità, intelligenza artificiale e una critica alla “sindrome woke”, anche se la sua piena fiducia nel carisma di Starmer rimane incerta. –
Antonello Guerrera su Repubblica

Starmer non è Blair. Keir Starmer, il nuovo leader del Partito Laburista britannico, si distingue nettamente dal suo predecessore Tony Blair, essendo figlio della classe operaia e meno incline ai personalismi narcisistici. Nonostante le critiche di alcuni che lo vedono come un opportunistico “Blair senza charme”, Starmer punta a ristabilire la fiducia nella politica con un approccio più umile e paziente, promettendo di mettere gli interessi della nazione prima di quelli del partito. Il suo governo si propone di introdurre una serie di leggi per rimettere in sesto il paese dopo anni turbolenti, segnati da eventi come la Brexit. Starmer, che ha un passato da avvocato per i diritti umani e procuratore generale, mira a un cambiamento progressivo, sottolineando l’importanza del rispetto e della ricostruzione in un’era di politica spesso dominata dall’apparenza e dal rumore mediatico.
Caterina Soffici su Stampa

Insulta il buon senso. Il presidente Joe Biden, che si vanta di avere un contatto diretto con il popolo, sta in realtà insultando il buon senso di tutti. Nonostante si ostini a presentarsi in forma, il pubblico rimane scettico sulla sua salute mentale e cognitiva, come dimostrato dal 72% degli elettori che dubitano della sua idoneità a ricoprire la presidenza. La sua scarsa performance in un dibattito ha messo in allarme i Democratici, preoccupati che l’immagine di acume e resistenza di Biden non possa essere mantenuta fino alle elezioni. I tentativi della sua amministrazione di nascondere le difficoltà con teleprompter e attacchi ai critici hanno solo aumentato il malcontento, anche tra i suoi sostenitori. Ora, mentre si confronta con l’inevitabile realtà dell’invecchiamento e con un partito che si interroga sul futuro, Biden deve affrontare la sfida più grande: il tempo, un avversario che nessuno può sconfiggere
su Economist

Biden. Durante un’intervista di 22 minuti con ABC, Joe Biden ha difeso la sua idoneità fisica e mentale, rifiutando la necessità di un test neurologico e affermando di sottoporsi quotidianamente a test cognitivi attraverso il suo lavoro di campagna elettorale. Nonostante alcune incertezze, ha evitato grossi errori, ma non è riuscito a cancellare le critiche ricevute dopo il dibattito con Trump. Biden ha negato i sondaggi che lo vedono sfavorito e ha respinto l’idea che ci sia panico tra i democratici, nonostante alcuni parlamentari abbiano iniziato a chiedere pubblicamente il suo ritiro. Vi è anche una crescente contestazione per il presunto occultamento del deterioramento della sua salute da parte di alleati, inclusi alcuni influenti sostenitori a Hollywood.
ga. su Corriere della Sera

Peggiorato. Gary Hart, ex senatore e candidato alla presidenza degli Stati Uniti nel 1988, ha discusso in un’intervista la situazione politica attuale e la salute di Joe Biden. Hart, che ha rifiutato di firmare una lettera che invitava Biden a non ricandidarsi, esprime ambivalenza sulla possibilità di un ritiro di Biden, temendo un altro mandato di Trump e non vedendo un chiaro successore. Nonostante abbia osservato Biden in buona forma in Irlanda, Hart ammette di notare un declino cognitivo nel presidente negli ultimi mesi. Sulla questione dei successori, Hart ritiene che la vicepresidente Kamala Harris sia in vantaggio per la sua esperienza vicino alla Casa Bianca, mentre sottolinea che essere governatore non fornisce l’esperienza necessaria per la presidenza. Infine, Hart critica il trattamento mediatico di Biden rispetto a Trump e sottolinea la necessità per i Democratici di promuovere una nuova generazione di leader.
Viviana Mazza su Corriere della Sera

Mosca contro gli F-16. La Russia sta intensificando gli attacchi contro le basi aeree ucraine per ostacolare il trasferimento degli aerei da combattimento F-16 a Kiev, promessi dagli occidentali. Sei jet sono stati distrutti in recenti bombardamenti, e l’Ucraina ha bisogno di sistemi di difesa antiaerea per proteggere gli aeroporti. Circa 95 F-16 dovrebbero essere consegnati all’Ucraina entro il 2028 da vari paesi alleati. Tuttavia, la consegna degli aerei rimane in sospeso fino alla creazione di “bolle” di difesa antiaerea, mentre l’Ucraina affronta la carenza di tali sistemi e la minaccia di bombe plananti modernizzate dalla Russia. La situazione è critica poiché l’Ucraina ha bisogno di una migliore difesa antiaerea per sviluppare la sua industria della difesa e proteggere il territorio
Elise Vincent su Monde

Patrioti. L’alleanza dei “Patrioti per l’Europa”, guidata dal primo ministro ungherese Viktor Orbán, ha guadagnato un nuovo membro, il Partito popolare danese, indebolendo il gruppo Identità e democrazia (Id), che non soddisfa più il requisito dei 7 Paesi rappresentati. I “Patrioti” ora contano 39 deputati di 7 Paesi, mentre Id, nonostante abbia 43 deputati, è sceso a soli quattro partiti. Matteo Salvini della Lega e il Rassemblement national di Marine Le Pen stanno considerando di unirsi ai “Patrioti”. Questi cambiamenti non influenzeranno il voto per la riconferma di Ursula von der Leyen alla guida della Commissione Europea, poiché la maggioranza che la sostiene rimane invariata. Nel frattempo, i negoziati e le dinamiche politiche all’interno del Parlamento Europeo continuano a evolversi
Francesca Basso su Corriere della Sera

Iran. Masoud Pezeshkian, ex cardiochirurgo di 69 anni, è stato eletto presidente dell’Iran con il 53,6% dei voti in un contesto di bassa affluenza elettorale, segno di un crescente distacco tra il popolo e il regime. Il suo successo alle urne ha suscitato speranze tra i riformisti, superando il candidato ultraconservatore Saeed Jalili. Pezeshkian ha promesso di ridurre la censura su Internet, limitare l’azione della polizia della morale e affrontare l’inflazione, ma le sue politiche dipenderanno dalla Guida Suprema Ali Khamenei e dai militari. Nonostante la sua inesperienza in economia, potrebbe essere supportato dall’ex ministro degli Esteri Mohammad Javad Zarif, noto per aver negoziato l’accordo nucleare con gli USA.
Ni. su Corriere della Sera

Paura delle urne. La Francia affronta un clima di alta tensione in vista dei risultati delle elezioni politiche, con il governo che ha schierato 30.000 agenti per scongiurare disordini. I sondaggi indicano un calo dell’estrema destra e un possibile successo dei patti di desistenza tra centristi e sinistra contro il Rassemblement National di Marine Le Pen, che ha escluso ulteriori aiuti militari a Kiev. L’incognita dell’astensionismo e la possibile mobilitazione degli elettori del Rassemblement National alimentano l’incertezza. Intanto, la Francia si prepara a fronteggiare eventuali scontri post-elettorali, con negozi e bancomat blindati nelle aree a rischio. La campagna elettorale è stata segnata da violenze e minacce, e il Paese si avvia verso un’ulteriore polarizzazione politica, indipendentemente dall’esito delle urne
gi. su Repubblica

POLITICA & CRONACA DALL’ITALIA

Vox archiviata. Giorgia Meloni e il suo staff hanno archiviato senza rimpianti la separazione dal partito spagnolo Vox, considerando ora più forti nella UE. Santiago Abascal di Vox ha avvisato Meloni in anticipo della loro scelta di unirsi al gruppo dei Patrioti di Orbán, una mossa che a Palazzo Chigi viene vista come un’opportunità per Meloni di liberarsi di un peso politico e assicurarsi una vicepresidenza operativa nella Commissione UE. Nonostante la partenza di Vox, c’è ancora speranza che il gruppo ECR rimanga il terzo gruppo parlamentare a Strasburgo. Il dialogo tra Meloni e la futura presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, sembra ora più facile, con aspettative positive per le ambizioni italiane in Europa. Nel frattempo, le destre europee continuano a presentare un’offerta politica variegata, nonostante alcune contraddizioni rimangano
Marco Galluzzo su Corriere della Sera

Economia. Giorgia Meloni si trova in una posizione delicata mentre cerca di negoziare con l’Unione Europea, in particolare mirando a ottenere il portafoglio dell’Economia per proteggere l’Italia dalle turbolenze finanziarie previste. Tuttavia, la sua posizione è indebolita sia dalla frattura nella destra sovranista, con Salvini e Orbán che formano un nuovo gruppo, sia dal possibile esito sotto le aspettative di Marine Le Pen in Francia. Meloni sperava di sfruttare un successo di Le Pen per guadagnare influenza in Europa, ma ora sembra improbabile. Inoltre, la situazione politica negli Stati Uniti, con l’incertezza sul futuro di Joe Biden e la possibile candidatura di Michelle Obama, potrebbe influenzare ulteriormente gli equilibri politici europei e la strategia di Meloni.
Tommaso Ciriaco su Repubblica

Pronti a votare no. Giorgia Meloni, premier italiano e leader di Fratelli d’Italia, è pronta a votare contro il secondo mandato di Ursula von der Leyen come presidente della Commissione europea se non verranno soddisfatte le richieste dell’Italia, tra cui una vicepresidenza esecutiva della Commissione. La situazione è complicata dalla crescita del gruppo dei Patrioti d’Europa, sostenuto da Viktor Orbán, che potrebbe ridurre l’influenza del gruppo ECR, attualmente guidato da Meloni e dai polacchi. Il futuro politico di Meloni potrebbe dipendere dal voto di Fratelli d’Italia nel Parlamento europeo il 18 luglio. Intanto, il governo italiano spera di ottenere la poltrona del Bilancio, con Raffaele Fitto come possibile candidato, e una vicepresidenza esecutiva per rafforzare la posizione nazionale e soddisfare le richieste polacche
Ilario Lombardo su Stampa

Pronti ad andare con Orban. Matteo Salvini, leader della Lega, annuncia la formazione di un nuovo gruppo politico europeo, i “Patrioti”, con l’obiettivo di cambiare gli equilibri a Bruxelles e contrastare il potere di socialisti ed ecofanatici. Salvini critica la sinistra e conferma l’impegno della Lega a lavorare fino al 2027 senza alleanze con i socialisti. Sottolinea l’importanza del dialogo per la pace, citando la visita di Orbán a Putin, e anticipa un possibile incontro con Trump negli USA. Infine, difende le scelte politiche della Lega, come la legge sull’Autonomia e il Salva-Casa, e preannuncia i congressi locali e federali del partito.
Fabio Rubini su Libero Quotidiano

Ansia da quorum. Il dibattito sull’autonomia differenziata in Italia è segnato da preoccupazioni sul raggiungimento del quorum necessario per rendere valido il referendum abrogativo. Il leader di Azione, Carlo Calenda, si è distanziato dalla battaglia unitaria contro la devolution leghista, citando la difficoltà di mobilitare un numero sufficiente di elettori. I promotori del referendum, tuttavia, non si arrendono e mirano a ottenere un forte sostegno dal Sud, dove temono una fuga di medici e insegnanti verso il Nord più ricco. I governatori di Puglia e Campania sono ottimisti sul successo della campagna referendaria, enfatizzando l’importanza dell’unità nazionale e la lotta contro una legge che potrebbe danneggiare il Meridione.
Giovanna Vitale su Repubblica

Autonomia. Monsignor Erio Castellucci, arcivescovo di Modena-Nonantola-Carpi, vicepresidente della Conferenza episcopale italiana per il Nord, esprime un parere sull’operato del governo: “Come sempre ci sono elementi che vengono apprezzati e elementi sui quali si metta in guardia, ma è stato così anche con gli altri governi. L’accordo con la Libia fatto dal ministro Marco Minniti e da un governo di sinistra è stato molto criticato dalla Cei”.
Iacopo Scaramuzzi su Repubblica

Le paure degli elettori. Il sondaggio condotto da Alessandra Ghisleri rivela che le principali preoccupazioni degli elettori in diversi paesi, inclusa l’Italia, sono l’inflazione, la sanità e il lavoro, con un forte accento sul potere d’acquisto delle famiglie. In Italia, il 40,3% degli intervistati identifica le condizioni finanziarie come un problema, mentre il 32,6% lamenta l’accesso alle cure sanitarie. La sicurezza, influenzata dalla propaganda politica, e l’immigrazione emergono come temi caldi nelle campagne elettorali, con il 55,2% degli italiani che si sente insicuro nel proprio ambiente vitale. Le guerre in Ucraina e Medio Oriente, nonostante la loro gravità, sembrano essere state messe in secondo piano a causa dell’assuefazione, mentre la politica estera e le politiche ambientali guadagnano importanza nelle piattaforme elettorali
Alessandra Ghisleri su Stampa

Vaccini. La Lega, con Claudio Borghi in prima linea, propone di eliminare l’obbligo vaccinale per malattie come varicella, morbillo, rosolia e parotite per i bambini sotto i 16 anni e i minori stranieri non accompagnati, incontrando l’opposizione di altri partiti della maggioranza. Forza Italia si dichiara “pro vax” e Maurizio Lupi, leader di Noi Moderati, critica l’idea definendola una “sciocchezza scientifica” pericolosa. Il Partito Democratico e l’ex ministra della Salute Beatrice Lorenzin, autrice della legge che ha introdotto l’obbligo vaccinale nel 2017, attaccano la proposta come antiscientifica e dannosa per la fiducia nel rapporto cittadini-medici. Borghi difende la sua posizione anti-obbligo, sostenendo che gli obblighi generano rabbia e violenza e che la sua proposta non riflette la posizione ufficiale della Lega.
Adriana Logroscino su Corriere della Sera

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