Keir Starmer presenta la nuova strategia di difesa del Regno Unito: più investimenti in deterrenza nucleare, nuove forze territoriali e un chiaro messaggio a Mosca

Un chiaro sostegno all’Ucraina
Nel suo intervento, Starmer ha ribadito il pieno sostegno del Regno Unito all’Ucraina, che – a suo dire – conserva il “diritto assoluto all’autodifesa”. Il premier ha definito legittimi gli attacchi a lungo raggio condotti da Kiev contro infrastrutture strategiche russe, esaltando il coraggio e la determinazione del popolo ucraino. Secondo Starmer, l’esercito ucraino è ormai una delle forze combattenti più resilienti d’Europa, a riprova che “la Russia non ha vinto”.
Nuova dottrina per un Paese pronto a combattere
Il documento di revisione strategica – lungo circa 140 pagine – prevede un forte rafforzamento del comparto difensivo britannico. Tra le misure principali vi è l’introduzione di dodici nuovi sottomarini nucleari entro il 2030, con un investimento aggiuntivo di 15 miliardi di sterline destinato all’ammodernamento dell’intero arsenale di deterrenza. Londra istituirà anche una nuova Guardia nazionale, composta da civili pronti a intervenire in caso di emergenza per proteggere aeroporti, infrastrutture critiche e reti di comunicazione.
Difesa e industria bellica: nuove fabbriche e più occupazione
Il piano prevede inoltre un investimento di 1,5 miliardi di sterline per la costruzione di sei nuove fabbriche di armamenti, con l’obiettivo di creare circa 1.800 nuovi posti di lavoro nel settore della difesa. Queste strutture rafforzeranno l’autonomia produttiva del Regno Unito e risponderanno alla crescente domanda di equipaggiamenti avanzati.
Mosca nel mirino: “Minaccia immediata”
Secondo il ministro della Difesa John Healey, il messaggio del governo è diretto senza ambiguità a Mosca, indicata come una “minaccia reale e urgente”. La nuova dottrina militare inglese rappresenta un cambio di passo rispetto al passato, ponendo la sicurezza nazionale e la preparazione al conflitto come priorità strategiche. Per realizzare tutte le misure previste, Londra dovrà aumentare la spesa militare fino al 3% del PIL, anche se resta da chiarire con quali coperture economiche si arriverà a questo obiettivo.
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