Rimasti nascosti per volontà dell’ex imperatrice Zita, i gioielli degli Asburgo, tra cui il celebre “Fiorentino”, potrebbero ora essere esposti al pubblico, ma Vienna potrebbe rivendicarne il possesso

Il Fiorentino ha una storia che inizia ben prima della sua permanenza nei forzieri imperiali: proveniente dall’Asia, giunse in Europa nel XVI secolo, entrando nella collezione dei Medici, prima di passare agli Asburgo tramite Maria Teresa d’Austria, imperatrice dallo straordinario potere e nemica giurata di Federico II di Prussia.
Un secolo di fughe e silenzi
Nel novembre del 1918, con la dissoluzione dell’Impero Austro-Ungarico, l’ultimo imperatore Carlo I trasferì i gioielli in Svizzera, temendo che potessero essere confiscati. Dopo il fallito tentativo di restaurazione monarchica in Ungheria, nel 1921, le tracce del tesoro si persero nel nulla. La leggenda vuole che Carlo avesse impegnato i gioielli per finanziare il suo ritorno al trono, ma nessuna conferma ufficiale ne seguì.
Negli anni ’30, la resistenza della famiglia Asburgo al nazismo li costrinse a una nuova fuga: prima in Francia, poi Spagna, e infine in Canada, dove il tesoro fu nascosto e custodito con estrema discrezione. A volere che tutto rimanesse segreto fu Zita di Borbone-Parma, consorte dell’imperatore Carlo I. L’ex imperatrice, italiana di nascita, impose che i gioielli non venissero rivelati fino a cento anni dopo la morte del marito, avvenuta nel 1922. E così è stato: nel 2022 il vincolo è decaduto.
Il settimanale tedesco Der Spiegel ha raccolto la testimonianza di Karl Habsburg, nipote dell’ultimo imperatore e figura nota anche per il suo passato in politica come europarlamentare. «Ne ho saputo solo tre anni fa», ha raccontato, spiegando di essere stato informato da due cugini circa l’esistenza e l’ubicazione del tesoro di famiglia.
Una mostra in vista, ma anche una disputa all’orizzonte
Il ritorno alla luce di questi gioielli apre ora scenari inediti. L’ipotesi più immediata è quella di una mostra in Canada, come gesto di gratitudine verso il Paese che ospitò e protesse la famiglia in fuga. Tuttavia, si affaccia anche una questione legale e diplomatica: lo Stato austriaco, che all’epoca della Repubblica avocò a sé i beni imperiali, potrebbe ora rivendicare parte del tesoro.
Secondo diversi esperti di diritto patrimoniale, però, si tratterebbe di beni privati degli Asburgo, e dunque non soggetti a restituzione. Resta il fatto che, per un’esposizione temporanea o permanente, i gioielli potrebbero dover tornare in Europa, alimentando interesse e polemiche.
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