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Roma, danneggiata la lapide a Giacomo Matteotti: nuovo attacco alla memoria antifascista

Nuovo atto vandalico contro il monumento dedicato a Giacomo Matteotti a Roma: distrutta una lapide commemorativa. Condanna unanime delle istituzioni e richiesta di maggiore tutela per uno dei simboli della memoria democratica del Paese

matteottiNel cuore della notte, ignoti hanno danneggiato una delle quattro lapidi che adornano il monumento a Giacomo Matteotti, situato sul Lungotevere Arnaldo da Brescia, a Roma. I frammenti della lastra in marmo sono stati ritrovati ai margini della strada, a pochi metri dalla scultura realizzata nel 1974 da Jorio Vivarelli, opera commemorativa collocata nel punto in cui il politico fu rapito il 10 giugno 1924 da un gruppo di squadristi fascisti.

Il monumento, che ricorda l’assassinio del deputato socialista avvenuto dopo le sue denunce sui brogli elettorali del regime, è stato oggetto più volte di danneggiamenti. Tuttavia, l’azione di queste ore risulta particolarmente grave per la violenza con cui due lapidi sono state completamente divelte.

Sconcerto istituzionale e appello alla sorveglianza

L’atto vandalico ha suscitato un’immediata reazione da parte del mondo politico e istituzionale. Sul luogo è arrivato il ministro della Cultura Alessandro Giuli, seguito da diversi rappresentanti locali e nazionali. Alessio D’Amato, consigliere regionale e segretario romano di Azione, ha dichiarato: «Serve un sistema di videosorveglianza permanente. Non è la prima volta che il monumento viene colpito, ma oggi il danno è più profondo. Questo luogo è un simbolo identitario per Roma e va protetto come tale».

Anche il deputato Filippo Sensi ha voluto testimoniare la sua vicinanza lasciando una rosa rossa ai piedi del monumento, definendo il gesto «infame, premeditato e compiuto probabilmente da più persone, un affronto alla Repubblica e alla città antifascista di Roma».

Reazioni trasversali: “Un attacco ai valori della Repubblica”

Il vicepremier Antonio Tajani ha condannato l’episodio definendolo «un atto grave contro la memoria di un italiano caduto per la libertà». Sulla stessa linea il deputato PD Roberto Morassut, che ha parlato di “ennesimo sfregio alla figura di un padre della Patria” e ha chiesto al Governo una risposta ferma e pubblica. L’assessore Massimiliano Smeriglio ha commentato con determinazione: «Chi compie questi atti ha paura della memoria antifascista, ma non arretreremo di un passo».

Tensioni anche sulla targa commemorativa in via Pisanelli

Non è la prima volta che la figura di Matteotti torna al centro di tensioni legate alla memoria storica. Solo un anno fa, la targa commemorativa installata all’esterno della sua ex abitazione in via Giuseppe Pisanelli 40 era stata oggetto di controversia. Alcuni residenti avevano chiesto che venisse rimossa ogni menzione al fascismo per timore di possibili ritorsioni vandaliche contro l’edificio.

Questa richiesta aveva suscitato un acceso dibattito sull’opportunità di “ammorbidire” la memoria storica per motivi di sicurezza. Ma l’amministrazione comunale ha confermato l’intenzione di mantenere viva la verità storica, collocando la targa in un’area vicina, senza edulcorare i contenuti.

Difendere la memoria antifascista non è solo un dovere simbolico

L’attacco al monumento di Giacomo Matteotti non è soltanto un gesto vandalico. È un affronto diretto ai valori fondanti della democrazia italiana, costruita anche sul sacrificio di chi, come Matteotti, ha pagato con la vita il coraggio di denunciare l’oppressione e l’illegalità. Gli episodi ricorrenti dimostrano quanto ancora oggi sia necessaria una tutela attiva della memoria antifascista, anche attraverso strumenti concreti come la sorveglianza e l’educazione civica.

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