Smotrich approva 3.400 nuovi insediamenti in Cisgiordania, “Addio Stato palestinese”

Il falco dell’ultradestra israeliana rilancia la colonizzazione nell’area E1, punto cruciale per la nascita di uno Stato palestinese. Intanto le Ong denunciano: “Israele blocca gli aiuti umanitari per Gaza con nuove restrizioni”.

Il ministro delle Finanze israeliano, Bezalel Smotrich, esponente dell’ultradestra religiosa e nazionalista, ha annunciato l’approvazione di un nuovo piano edilizio nella controversa area E1 della Cisgiordania, tra Gerusalemme Est e la colonia israeliana di Ma’aleh Adumim. Il progetto prevede la costruzione di 3.401 unità abitative per coloni israeliani. “Questo piano seppellirà l’idea di uno Stato palestinese”, ha dichiarato Smotrich, ribadendo la sua visione contraria alla soluzione a due Stati. La notizia è stata rilanciata dai principali media israeliani, tra cui il Jerusalem Post, il Times of Israel e Ynet. Oggi Smotrich terrà una conferenza stampa con il presidente del Consiglio delle colonie Yesha, Israel Ganz, e il sindaco di Ma’aleh Adumim, Guy Yifrach.

Una mossa che rischia di infiammare ulteriormente la regione

L’approvazione degli insediamenti nell’area E1 è da anni motivo di tensione tra Israele e comunità internazionale. Questa zona è considerata strategica per la continuità territoriale della Cisgiordania: la sua urbanizzazione da parte israeliana spezzerebbe in due un futuro Stato palestinese. Le Nazioni Unite, l’Unione Europea e numerosi Paesi occidentali hanno più volte chiesto di fermare ogni costruzione in quest’area.

Ong: “Israele impedisce l’accesso agli aiuti”

In parallelo, più di 100 organizzazioni umanitarie internazionali – tra cui Oxfam e Medici Senza Frontiere – denunciano che la nuova legislazione israeliana stia ostacolando in modo sistematico l’accesso umanitario a Gaza. Secondo una dichiarazione congiunta, oltre 60 richieste di aiuti sono state respinte solo a luglio, con la motivazione che le organizzazioni “non sono autorizzate”. Una legge approvata a marzo ha modificato i criteri per la registrazione delle Ong in Israele, prevedendo il rifiuto per chi, secondo le autorità, “nega il carattere democratico di Israele” o promuove “campagne di delegittimazione”.

Situazione umanitaria a Gaza: 380 camion di aiuti, ma non bastano

Ieri sono entrati nella Striscia di Gaza circa 380 camion di aiuti umanitari, attraverso i valichi di Kerem Shalom e Zikim. Un numero in lieve aumento rispetto ai 320 del giorno precedente, ma ancora insufficiente rispetto ai 600 camion giornalieri ritenuti necessari dalle Nazioni Unite per soddisfare i bisogni di base dei 2 milioni di abitanti della Striscia. Aiuti sono arrivati anche dal cielo: 119 pallet lanciati da Giordania, Emirati Arabi Uniti, Germania, Belgio, Italia e Francia, secondo quanto riferito dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF). Alcune autocisterne di carburante, destinate al funzionamento delle infrastrutture umanitarie, sono state autorizzate a entrare.

Missile dallo Yemen intercettato da Israele

Nel frattempo, l’esercito israeliano ha riferito di aver intercettato un missile lanciato dallo Yemen. L’azione, secondo fonti militari, non ha causato danni né vittime. L’episodio rientra in un contesto più ampio di minacce regionali che continuano a coinvolgere attori non statali come gli Houthi yemeniti.

Tajani: “Hamas liberi subito gli ostaggi israeliani”

Sul fronte diplomatico, il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha nuovamente chiesto il rilascio immediato degli ostaggi israeliani ancora nelle mani di Hamas. “Abbiamo espresso tutta la nostra contrarietà per la nuova operazione israeliana a Gaza”, ha dichiarato da Ciampino, durante l’accoglienza di un gruppo di 6 bambini palestinesi arrivati in Italia per ricevere cure mediche.

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