Attacco armato a Dallas in un centro Ice: un uomo appostato su un tetto apre il fuoco, uccide un immigrato e ferisce altre due persone. L’assalitore si toglie la vita. Indaga l’Fbi

Le prime reazioni del governo
Il vicepresidente J. D. Vance ha parlato di “allarme odio” e ha chiesto di fermare quella che ha definito una campagna ossessiva contro le forze dell’ordine e in particolare contro l’Ice. Anche la segretaria per la Sicurezza interna, Kristi Noem, ha condannato l’accaduto, sottolineando come gli agenti dell’agenzia per l’immigrazione stiano affrontando livelli di violenza mai registrati prima.
L’indagine dell’Fbi e i messaggi anti-Ice
Secondo le ricostruzioni di Todd Lyons, direttore ad interim dell’Ice, l’aggressore ha agito come un cecchino da una postazione elevata. Accanto al corpo sono stati ritrovati proiettili con scritte contro l’Ice, segnale di un possibile movente legato all’odio verso l’agenzia. L’Fbi sta indagando sull’accaduto, ma al momento non sono emerse certezze sulle motivazioni che hanno spinto l’uomo a compiere il gesto.
Le vittime: tutti immigrati
Nelle prime ore successive alla sparatoria si è diffusa confusione sull’identità delle persone colpite. Inizialmente si era parlato di personale civile, ma successivamente il Dipartimento per la Sicurezza interna ha chiarito che tutte le vittime – incluso l’uomo ucciso – erano immigrati detenuti nel centro.
Precedenti episodi di violenza in Texas
Il centro di Dallas è una delle strutture dove vengono ospitati immigrati destinati a una lunga permanenza. Dall’inizio della presidenza Trump, oltre 8.400 persone sono passate da questo edificio. Proprio qui, nelle ultime settimane, si erano svolte veglie di preghiera a sostegno dei detenuti.
L’attacco arriva a pochi mesi da un altro episodio avvenuto in Texas: lo scorso luglio un agente era stato ferito davanti al centro Ice di Alvarado durante una protesta pro-immigrati. In quell’occasione furono arrestate sei persone.
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