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Strage in Kashmir: attacco armato contro turisti, almeno 24 morti

Gravissimo episodio di violenza nella regione di Pahalgam, teatro del più feroce assalto a danno di civili degli ultimi anni. La comunità internazionale monitora con attenzione, inclusa la Farnesina, che verifica il coinvolgimento di italiani

kashmirUn bagno di sangue ha scosso la località turistica di Pahalgam, nel Kashmir indiano, dove uomini armati hanno sparato contro un gruppo di visitatori, causando almeno 24 morti. A riferirlo è stato un alto funzionario della polizia locale in contatto con l’agenzia AFP. Le autorità non hanno ancora diffuso un bilancio ufficiale, ma parlano già del più grave attacco ai danni di civili registrato nella regione da molti anni.

Le autorità italiane in allerta

La Farnesina ha immediatamente attivato il monitoraggio della situazione, in stretta collaborazione con l’ambasciata d’Italia a Nuova Delhi. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani è stato prontamente aggiornato. In un messaggio pubblicato sulla piattaforma X, il ministero ha invitato chiunque abbia informazioni o necessiti di assistenza a contattare direttamente l’ambasciata o l’Unità di crisi. Si cerca di capire se vi siano cittadini italiani coinvolti.

Una regione instabile e contesa

Il Kashmir continua a essere uno dei territori più instabili dell’Asia meridionale. L’episodio di Pahalgam segue una scia di violenze che, seppur con minore intensità negli ultimi anni, non ha mai abbandonato del tutto la regione. L’ultimo grave attacco ai turisti risale a giugno, quando un autobus che trasportava pellegrini indù fu attaccato, provocando nove morti e decine di feriti.

La tensione dopo la revoca dello status speciale

Dal 2019, il clima nella regione si è ulteriormente deteriorato dopo che Nuova Delhi ha revocato lo status speciale del Kashmir, dividendo l’ex stato autonomo in due territori amministrati a livello centrale: Jammu e Kashmir e Ladakh. Questa mossa ha acuito le tensioni con il Pakistan, che continua a rivendicare la sovranità sull’intera area. Gli analisti temono che la nuova ondata di violenza possa compromettere ulteriormente le possibilità di dialogo tra le due potenze nucleari.

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