Superbonus, allarme CNA: “33 mila imprese a rischio fallimento e perdita di 150 posti di lavoro”

di Carlo Longo

Il Superbonus 110% se da un lato è una misura che ha contribuito al rilancio economico post pandemico, dall’altro ha innescato certamente degli effetti distorsivi per quanto riguarda il settore edilizio. Il nuovo allarme riguarda 33 mila imprese artigiane a rischio fallimento o blocco dei cantieri e la speculare possibile perdita di 150 mila posti di lavoro nella filiera delle costruzioni a causa del blocco della cessione dei crediti  legati ai bonus edilizi. Il dato emerge a seguito di un’indagine compiuta dalla CNA su un campione di 2mila imprese rappresentativo dei comparti di edilizia, costruzioni e serramenti.

La Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa ha, sulla base dei dati raccolti, invitato il governo ad intervenire e porre al più presto un argine alla situazione. Nel dettaglio,  il 48,6% del campione parla di rischio fallimento mentre il 68,4% prospetta il blocco dei cantieri. Inoltre,  per far fronte alla mancata cessione dei crediti, quasi un’impresa su due sta pagando in ritardo i fornitori mentre un’impresa su cinque non riesce a pagare i collaboratori.

Secondo la Confederazione, i numerosi provvedimenti che si sono susseguiti in tema di cessione del credito ha determinato nel settore confusione ed incertezza. Il problema si pone con particolare riguardo alle imprese che hanno accettato lo sconto in fattura. Dall’indagine emerge, infatti, che ammontano a quasi 2,6 miliardi di euro  i crediti fiscali delle imprese che hanno riconosciuto lo sconto in fattura e non sono stati monetizzati.  Tali crediti bloccati, che rappresentano circa il 15% del totale, sta mettendo in crisi migliaia di imprese. In particolare il 47,2% delle imprese dichiara di non trovare soggetti disposti ad acquisire i crediti ed il 34,4% delle imprese lamenta tempi di accettazione dei documenti particolarmente lunghi.  Sono, poi, oltre 60 mila le imprese artigiane che si trovano con cassetto fiscale pieno ma senza liquidità.

“Davanti a norme incerte e continui stop and go gli intermediari finanziari hanno bloccato gli acquisti e ad oggi i crediti in attesa di accettazione superano i 5 miliardi e di questi circa 4 miliardi si riferiscono a prime cessioni o sconti in fattura. Occorre ricordare che attraverso lo sconto in fattura l’impresa ha anticipato per conto dello Stato un beneficio al cliente, facendo affidamento sulla possibilità, prevista dalla legge, di recuperare il valore della prestazione attraverso la cessione a terzi. Il quadro molto preoccupante deve sollecitare un intervento straordinario da parte dello Stato per scongiurare una gravissima crisi economica e sociale. Inoltre i bonus per l’edilizia hanno offerto un contributo molto rilevante al rimbalzo del Pil l’anno scorso e oltre il 90% delle imprese intervistate è convinta che senza una soluzione per svuotare i cassetti fiscali si determinerà il mancato avvio di nuovi cantieri con ripercussioni negative sull’intera filiera e sull’economia nel complesso nonché sul programma di riqualificazione energetica degli immobili”, ha spiegato la CNA.

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