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Tajani: “Serve una pace vera. L’Italia sarà protagonista nella ricostruzione della Palestina”

Il ministro degli Esteri al summit di Parigi: “Pace stabile, governance e rinascita delle infrastrutture. Roma pronta a fare la sua parte”. Poi torna sulla politica interna: “Forza Italia cresce perché è concreta”

ius sanguinisPer il ministro degli Esteri Antonio Tajani, è il momento di costruire una pace duratura in Medio Oriente. Al summit sulla Palestina tenutosi a Parigi, Tajani ha tracciato la rotta italiana per il dopo-Gaza: “Dobbiamo passare dal cessate il fuoco a una pace vera. Sarà un processo lungo e complicato, ma la direzione è chiara: stabilità, governance e ricostruzione”.

Sul recente accordo per Gaza, il ministro ha espresso cauto ottimismo: “Il giudizio è positivo, ma il difficile inizia adesso. Serve impegno quotidiano per trasformare la tregua in convivenza. Potrebbe essere una svolta storica per l’intera regione, con enormi potenzialità”.

Il ruolo dell’Italia

L’Italia, assicura Tajani, ha sostenuto sin dall’inizio il piano promosso dagli Stati Uniti, con una mozione parlamentare chiara. “Il nostro obiettivo resta quello dei ‘due popoli, due Stati’. È l’unico progetto credibile a cui lavorare. Nessuno deve pensare di cancellare l’altro dalla carta geografica”, ha ribadito.

Tajani ha annunciato che Roma sarà in prima linea non solo per la sicurezza, ma anche per la ricostruzione. “Vogliamo essere protagonisti. Le nostre imprese potranno contribuire allo sviluppo delle infrastrutture, ma pensiamo anche a sanità, scuola, università e alla formazione della futura classe dirigente palestinese”.

Tra le priorità italiane: l’emergenza sanitaria a Gaza. “Potremmo attivare una rete di ospedali italiani già presenti in Giordania ed Egitto, in partenariato con strutture locali. È un progetto concreto da valutare subito”.

Militari italiani a Gaza?

Tajani non esclude l’impiego di forze italiane, a determinate condizioni: “I nostri carabinieri sono già operativi a Gerico e Rafah, stanno formando la polizia locale. Ma per un impegno militare più ampio serve un vero accordo di pace, la stabilizzazione e una risoluzione delle Nazioni Unite”.

Politica interna: Irpef, regionali e sfida toscana

Passando ai temi interni, il vicepremier conferma che la manovra economica è vicina al traguardo. “Forza Italia propone di estendere il taglio dell’aliquota Irpef dal 35 al 33% fino ai redditi di 60mila euro: una misura concreta per il ceto medio”, spiega.

Soddisfatto dell’intesa raggiunta con il centrodestra per le elezioni regionali in Veneto, Puglia e Campania, Tajani punta ora alla Toscana: “Possiamo vincere. Il centrosinistra non esiste più, ci sono tre forze che litigano su chi è più a sinistra. E dicono no alla pista dell’aeroporto di Firenze, bloccando sviluppo ed economia”.

“Forza Italia cresce perché è concreta e rassicurante. I sondaggi ci premiano, come i risultati in Calabria e Marche. Ci rivolgiamo a un elettorato moderato, anche ex socialista e democristiano, che oggi trova in noi un punto di riferimento serio”.

Immigrazione e sicurezza

Sull’immigrazione, Tajani distingue tra chi ha diritto e chi no: “I migranti regolari sono essenziali per l’economia. Ma gli irregolari vanno fermati e rimpatriati. Non possono fare quello che vogliono”.

Infine, un passaggio sulle priorità per la Toscana: sanità, famiglia, infrastrutture e sicurezza. “Sull’aeroporto di Firenze ci siamo, sull’alluvione abbiamo dato risposte concrete. Abbiamo risolto anche il problema dei dazi americani su prodotti come la finocchiona. E grazie a Piantedosi abbiamo rafforzato la presenza delle forze dell’ordine. Questo è il nostro stile: meno parole, più fatti”.

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