Escalation di tensione tra Donald Trump e un gruppo di parlamentari democratici dopo un video rivolto ai militari: accuse di sedizione, minacce denunciate e nuove preoccupazioni per la sicurezza al Congresso

La replica dei leader democratici alla Camera
La controparte democratica alla Camera ha condannato duramente le parole dell’ex presidente, parlando di “minacce di morte pericolose e inaccettabili”. I vertici del partito – Hakeem Jeffries, Katherine Clark e Pete Aguilar – hanno richiesto a Trump di eliminare i suoi post e di ritrattare la retorica adottata, sottolineando il rischio che simili dichiarazioni possano incitare violenza reale. I leader hanno inoltre avvisato di essersi messi in contatto con la polizia di Capitol Hill per garantire protezione ai parlamentari coinvolti e alle loro famiglie.
Il contenuto del video e l’appello alle forze armate
Il video di circa un minuto e mezzo è stato pubblicato sull’account X della senatrice Elissa Slotkin. Insieme a lei compaiono il senatore dell’Arizona Mark Kelly e i rappresentanti Jason Crow, Chris Deluzio, Maggie Goodlander e Chrissy Houlahan. Il gruppo si rivolge direttamente ai militari statunitensi, ricordando la pressione eccezionale a cui sono sottoposti in questo periodo. Slotkin sottolinea l’importanza di proteggere la Costituzione e le leggi del Paese, mentre gli altri partecipanti affermano che l’amministrazione Trump starebbe mettendo gli uomini e le donne in uniforme in contrasto con i cittadini americani. L’appello si conclude invitando i militari a non eseguire ordini ritenuti illegali e a mantenere fede al loro ruolo di difensori dello Stato.
Il contesto delle tensioni e il ruolo delle truppe federali
Sebbene nel video non vengano citati episodi specifici, la sua diffusione arriva in un momento di forti frizioni istituzionali. L’amministrazione Trump continua infatti a tentare il dispiegamento della Guardia Nazionale in diverse città americane con funzioni varie, operazioni che in alcuni casi sono state ritirate o bloccate dai tribunali. I militari, e soprattutto i comandanti, sono tenuti per legge a rifiutare qualsiasi ordine considerato illegittimo, un principio ribadito dai parlamentari coinvolti nel video.
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