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Tensioni nella maggioranza: Salvini contro il ministro Schillaci sul caso Nitag

Matteo Salvini critica duramente il ministro della Salute Orazio Schillaci sul caso Nitag. Forza Italia lo difende, mentre FdI resta in silenzio. Tutti i dettagli sullo scontro politico

salvini“Evidentemente qualcosa al ministero della Salute non funziona”. Con questa frase Matteo Salvini ha ufficializzato la posizione della Lega contro il ministro Orazio Schillaci. La presa di posizione, sostenuta anche da altri esponenti del partito come Claudio Borghi e Alberto Bagnai, segna una netta distanza non solo dal ministro ma anche da Forza Italia, che invece ne ha difeso l’operato. Fratelli d’Italia, invece, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali, lasciando trapelare soltanto indiscrezioni attribuite a Palazzo Chigi.

Il caso Nitag e le nomine contestate

Al centro dello scontro politico c’è il Nitag, il comitato tecnico che supporta il ministero nelle scelte sulle vaccinazioni. Il 6 agosto Schillaci aveva nominato 22 membri, tra cui Eugenio Serravalle e Paolo Bellavite, figure note per le loro posizioni critiche in materia vaccinale. Le scelte avevano subito scatenato proteste da parte dell’opposizione e del mondo scientifico.

Di fronte alla polemica, il 16 agosto il ministro ha revocato tutte le nomine, una decisione che non è stata gradita da Salvini. Secondo il leader leghista, “aver azzerato la Commissione rappresenta un pessimo segnale, sia dal punto di vista scientifico che culturale”. Per Salvini, eliminare chi non condivide le posizioni più diffuse equivale a un approccio poco corretto sul piano scientifico.

Le critiche di Salvini e la frattura interna

Il numero uno della Lega sottolinea inoltre le contraddizioni del ministro: “Prima ha nominato i componenti e poi ha annullato tutto. Evidentemente c’è stata una distrazione prima o dopo”. La posizione di Salvini mostra ancora una volta quanto il suo partito si muova in autonomia rispetto agli alleati, anche su temi delicati come la sanità pubblica.

La posizione di Zaia e il caso Veneto

La linea del leader leghista non trova però riscontro nel presidente del Veneto, Luca Zaia. Subito dopo le nomine del Nitag, Francesca Russo, dirigente della Prevenzione della Regione e coordinatrice a livello nazionale, aveva rifiutato l’incarico. Zaia aveva espresso parole di grande stima nei suoi confronti, definendola “una professionista con la schiena dritta, guidata dal principio della tutela della salute dei cittadini”.

Questo episodio conferma una distanza interna alla Lega, con Salvini critico verso il ministro Schillaci e Zaia invece vicino a chi ha scelto di prendere le distanze dalle nomine contestate.

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