Donald Trump annuncia lo stato d’emergenza a Washington, dispiega 800 soldati della Guardia Nazionale e ordina lo sgombero dei senzatetto. Una mossa che scatena polemiche e proteste nella capitale

Linea dura contro senzatetto e minori
Tra le misure annunciate, anche lo sgombero dei senzatetto dagli spazi pubblici della città e l’inasprimento delle leggi sui reati minorili. Il primo ordine esecutivo firmato dal presidente mette la polizia locale sotto controllo federale per 48 ore prorogabili fino a 30 giorni, mentre un secondo autorizza il Pentagono a schierare la Guardia Nazionale. La procuratrice generale Jeanine Pirro ha annunciato l’intenzione di riformare la giustizia minorile: «Vi vediamo e cambieremo la legge per prendervi», ha dichiarato.
Le critiche e le proteste
La mossa del presidente ha sollevato forti critiche da parte dei democratici e delle autorità locali. Brian Schwalb, procuratore generale di Washington, ha definito l’iniziativa «senza precedenti, inutile e illegale». Secondo un sondaggio Washington Post-Schar School, il 77% dei residenti si dice «molto preoccupato» dal rischio di derive autoritarie. Intanto, centinaia di persone si sono radunate a Lafayette Square per protestare: «Non permetteremo l’autoritarismo a Washington Dc», ha dichiarato Nee Nee Taylor, attivista del movimento Free DC.
Trump punta alle città democratiche
Durante la conferenza stampa alla Casa Bianca, affiancato dalla ministra della Giustizia Pam Bondi e dal capo del Pentagono Pete Hegseth, Trump ha annunciato che misure simili potrebbero essere applicate anche a New York e Chicago, definite «un disastro». Per l’opposizione, però, si tratta di una manovra per distogliere l’attenzione dal caso Epstein e dalle ombre che riguardano lo stesso presidente.
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