/

Trump, “His Triumph”: Time gli dedica la copertina, ma lui protesta per la foto

Dopo il successo del piano di pace in Medio Oriente, l’ex tycoon torna negli USA accolto come vincitore. La rivista Time lo celebra con la copertina “His Triumph”, ma Trump si lamenta: “La peggiore foto di sempre”

trump daziDonald Trump è tornato negli Stati Uniti da vincitore, dopo la maratona diplomatica che lo ha visto impegnato tra Israele ed Egitto per la firma della prima fase del suo piano di pace in Medio Oriente.

Un successo riconosciuto non solo dai suoi alleati, ma anche da media e figure di spicco del mondo democratico, da Chuck Schumer ai coniugi Clinton, fino a Barack Obama, che ne ha lodato l’iniziativa senza nominarlo esplicitamente.

A suggellare il momento, la copertina del Time, che titola semplicemente “His Triumph” (“Il suo trionfo”), definendo la sua missione diplomatica “un passo storico verso una nuova architettura di pace globale”.

Ma, fedele al suo stile, Trump non ha resistito alla polemica.

“Il Time ha scritto un articolo relativamente buono su di me, ma la foto è terribile, forse la peggiore di sempre!”,
ha scritto su Truth, criticando l’inquadratura scelta dalla celebre rivista americana.

Secondo il presidente, l’immagine “gli fa sparire i capelli” e mostra “una sorta di minuscola aureola fluttuante”.

“Non mi sono mai piaciute le foto dal basso – ha ironizzato – ma questa è davvero pessima. Cosa stanno facendo, e perché?”.

Il rapporto tra Trump e il Time è da sempre burrascoso: dalle copertine false appese a Mar-a-Lago negli anni della presidenza, alle critiche per le edizioni dedicate a Kamala Harris, ritratta in modo “troppo glamour”, come disse lui stesso.

Il “commander in peace” guarda avanti

Malgrado le ironie, Trump sembra ormai abituato al ruolo di “commander in peace”, come lo hanno ribattezzato alcuni commentatori americani. Dopo l’intesa israelo-egiziana, parteciperà alla firma di un accordo di pace tra Thailandia e Cambogia, mediato dalla sua amministrazione, durante il vertice ASEAN previsto a Kuala Lumpur dal 26 al 28 ottobre.

Le tensioni tra i due Paesi asiatici erano sfociate a luglio in un conflitto di cinque giorni, chiuso grazie anche all’intervento diretto di Trump e alle minacce di dazi economici. Per questo, il premier cambogiano Hun Manet ha proposto di candidarlo al Premio Nobel per la Pace.

I nuovi fronti: Ucraina, Iran e Gaza

Trump, però, non si accontenta dei trionfi diplomatici. Già guarda ai nuovi obiettivi globali: la pace in Ucraina, un possibile accordo sul nucleare con l’Iran, e la fase due del piano per Gaza, su cui si addensano dubbi e tensioni.

Le prime accuse di violazione del cessate il fuoco tra Israele e Hamas, e il mancato recupero di tutti i corpi degli ostaggi, rischiano di minare il fragile equilibrio raggiunto.

A preoccupare Washington è anche il destino dei 15.000 militanti di Hamas sopravvissuti, che stanno tornando a imporsi sulla Striscia, ostacolando il dispiegamento della forza internazionale di stabilizzazione (ISF) e i piani di ricostruzione.

Nel frattempo, Netanyahu continua a opporsi all’ipotesi dei due Stati e al rilascio del leader di Fatah Marwan Barghouti, considerato da molti l’unico interlocutore palestinese in grado di garantire una vera transizione politica.

“Ora bisogna vedere se Trump sceglierà il pragmatismo o la simbologia”,
commentano gli analisti americani. Ma per il momento, l’immagine del presidente sulla copertina del Time – aureola o no – è quella di un uomo che torna sulla scena mondiale da protagonista.

(Associated Medias) – Tutti i diritti sono riservati