Una bozza di ordine esecutivo di Trump prevede tagli radicali alla diplomazia americana, soprattutto sul fronte africano, climatico e umanitario. Il Congresso si prepara allo scontro
L’amministrazione Trump potrebbe presto firmare un ordine esecutivo destinato a rivoluzionare la struttura operativa del Dipartimento di 
La bozza del provvedimento, lunga 16 pagine, punta ufficialmente a una “ristrutturazione disciplinata” per rendere più efficiente l’apparato diplomatico, eliminando ciò che viene definito come “sprechi, frodi e abusi”. Tuttavia, il piano solleva forti preoccupazioni sul ruolo internazionale degli Stati Uniti, soprattutto in aree geopolitiche delicate.
Addio all’Africa? Il continente nel mirino dei tagli
Il ridimensionamento delle operazioni in Africa segnerebbe un cambio di rotta significativo nella politica estera americana. In un momento in cui il continente rappresenta uno dei principali teatri della competizione globale tra USA, Cina e Russia, il disimpegno paventato da Washington potrebbe lasciare spazio ai rivali internazionali. La chiusura di sedi diplomatiche in Africa comprometterebbe anche le attività di cooperazione economica, assistenza umanitaria e promozione della democrazia nella regione.
Colpiti i dossier clima, rifugiati e diritti umani
Nel mirino della ristrutturazione anche le divisioni del Dipartimento che si occupano di cambiamenti climatici, protezione dei rifugiati e tutela dei diritti umani. Settori già indeboliti durante il precedente mandato di Trump, e oggi nuovamente esposti al rischio di essere smantellati. Questi tagli sollevano timori anche tra i diplomatici, che vedono in essi non solo un impoverimento dell’influenza globale degli Stati Uniti, ma anche un arretramento sui grandi temi etici e ambientali.
Licenziamenti e riassetti: i dipendenti nel mirino
Secondo fonti citate dal New York Times, il piano di ristrutturazione includerebbe anche il licenziamento di un numero significativo di dipendenti, sia funzionari del servizio estero che personale civile. Molti di loro potrebbero essere messi in congedo retribuito o ricevere avvisi formali di licenziamento, mentre il Dipartimento si appresta a una revisione interna radicale. Il termine fissato per l’implementazione delle misure è il 1° ottobre.
Un taglio nel solco di Musk e delle politiche isolazioniste
Il ridimensionamento della presenza americana nel mondo non è nuovo. Anche i fondi e il personale dell’agenzia USAID, già colpiti da precedenti tagli, in particolare in Africa, hanno visto un netto indebolimento sotto l’influenza delle politiche isolazioniste e dei tagli imposti da Elon Musk, soprannominato ironicamente “il Doge”. La direzione sembra ora confermata e potenziata da questa nuova proposta esecutiva.
Il Congresso pronto a dare battaglia
Nonostante l’apparente determinazione della Casa Bianca, molte delle modifiche previste richiederebbero l’approvazione del Congresso, dove è attesa una forte opposizione trasversale. In particolare, la prospettiva della chiusura di numerose missioni diplomatiche e del ridimensionamento dei programmi sui diritti umani e ambientali è destinata a sollevare tensioni e alimentare il dibattito politico nei prossimi mesi
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