Ucraina colpisce nel cuore della Russia: droni, sabotaggi e blackout nella guerra dell’energia

L’Ucraina intensifica gli attacchi in Russia: droni e sabotatori colpiscono oleodotti e centrali elettriche per minare il consenso interno a Putin

ucrainaLa guerra tra Russia e Ucraina entra in una nuova fase. Kiev ha deciso di rispondere ai bombardamenti russi con azioni mirate in profondità nel territorio di Mosca, estendendo le proprie operazioni oltre i fronti tradizionali. L’obiettivo non è solo militare: gli attacchi puntano anche a colpire infrastrutture civili ed energetiche, in un tentativo di logorare l’apparato interno russo e mettere in crisi la fiducia verso Vladimir Putin.

L’operazione, ribattezzata da alcuni analisti “operazione buio”, coinvolge non solo i droni ma anche unità di sabotatori dei servizi segreti ucraini, pronti ad agire all’interno della Federazione Russa.

Sabotaggi e incendi: l’offensiva segreta di Kiev

Gli uomini del generale Kyrylo Budanov, a capo dell’intelligence militare ucraina, hanno dimostrato la capacità di colpire ovunque in Russia. Dopo aver eliminato figure di alto rango e distrutto velivoli strategici, ora i loro bersagli sono cambiati.

Nella notte di giovedì, tre esplosioni hanno danneggiato l’oleodotto Kol’tsevoy, che rifornisce la regione di Mosca con milioni di tonnellate di carburante ogni anno. Colonne di fuoco si sono alzate dai punti colpiti, mentre altre squadre hanno preso di mira stazioni elettriche e linee ferroviarie, provocando blackout e deragliamenti.

Per la prima volta, i servizi ucraini diffondono i video degli attacchi sui social, una mossa dal chiaro impatto psicologico e propagandistico.

Droni e missili contro le centrali russe

Parallelamente, Kiev ha lanciato una serie coordinata di attacchi con droni e missili. Le incursioni notturne hanno colpito diverse sottostazioni elettriche attorno a Mosca, tra cui Zhukovsky e Vladimir, lasciando intere città al buio. A Orel e Stavropol sono state incendiate centrali termoelettriche e depositi di carburante, probabilmente con l’impiego dei nuovi missili ucraini Flamingo, capaci di trasportare fino a mezza tonnellata di esplosivo.

Anche il Donbass annesso alla Russia è stato bersaglio di raid, con almeno cinque infrastrutture energetiche distrutte in pochi giorni. Complessivamente, quasi quindici impianti sono stati danneggiati, causando un’ondata di blackout in varie regioni.

Ritorsione per la campagna russa sull’energia

Questa escalation rappresenta una risposta diretta agli attacchi russi sull’infrastruttura energetica ucraina, che hanno lasciato gran parte del Paese senza corrente. A Kiev e in molte città occidentali l’energia è razionata e disponibile solo a orari prestabiliti.

Per reagire, il comando droni ucraino e l’intelligence militare Gru hanno intensificato le offensive contro raffinerie, oleodotti e terminal petroliferi in tutta la Russia. L’impianto di Saratov, colpito più volte, ha subito danni gravi, così come il porto di Tuapse sul Mar Nero, dove due navi e un terminal sono stati distrutti.

In dieci giorni, almeno dodici raffinerie russe sono state danneggiate, alcune a più di mille chilometri dal confine ucraino.

Limiti tecnologici e richieste di nuovi armamenti

Nonostante l’audacia delle operazioni, gli attacchi ucraini hanno limiti tecnici. I droni impiegati possono trasportare solo 50-100 chili di esplosivo, causando incendi ma non distruzioni permanenti. I missili Flamingo, più potenti, hanno una portata di circa 400 chilometri, mentre le scorte dei missili Storm Shadow-Scalp fornite da Francia e Regno Unito sono ormai ridotte.

Per questo motivo, Kiev ha chiesto agli Stati Uniti di fornire missili Tomahawk, con un raggio d’azione di 2.000 chilometri, ma Washington e la NATO hanno espresso preoccupazioni per una possibile escalation nucleare da parte di Mosca.

La reazione del Cremlino e il malcontento interno

Il Cremlino risponde intensificando i bombardamenti sull’Ucraina: solo a ottobre sono stati lanciati 270 missili a lungo raggio e oltre 5.000 droni Shahed-Geran di fabbricazione iraniana. Tuttavia, l’ondata di attacchi ucraini sta avendo ripercussioni interne.

I blackout e le interruzioni nei trasporti causano disagi alla popolazione russa, mentre blogger e commentatori criticano sempre più apertamente l’inefficienza delle difese aeree. A Mosca è stato persino fotografato un sistema antiaereo davanti al Cremlino, simbolo di una crescente preoccupazione.

I radar russi, progettati per individuare missili e jet, faticano a rilevare i droni in fibra di vetro, mentre si moltiplicano le unità mobili di contraerea con mitragliatrici e missili portatili. Nonostante ciò, i droni ucraini continuano a superare le difese, alimentando la frustrazione e la paura tra i cittadini.

Una guerra che entra nel suo 46° mese

Dopo quasi quattro anni di conflitto, la guerra russo-ucraina è ormai una guerra di logoramento fatta di energia, tecnologia e propaganda. Kiev punta a dimostrare che la Russia non è intoccabile, mentre Mosca cerca di piegare la resistenza ucraina con la forza.

Ma con le nuove tattiche di sabotaggio e l’intensificazione dei raid, l’Ucraina sembra pronta a portare la battaglia nel cuore dell’avversario, trasformando il cielo e le reti elettriche russe nel nuovo fronte del conflitto.

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