Ucraina, sminatori e piano casa. Dopo il cdm oggi vertice di governo

Meloni convoca i leader della maggioranza per fare il punto sul sostegno a Kiev e sulle garanzie future. Salvini frena sugli sminatori: “Prima la pace». Intesa con la premier su un nuovo piano casa che coinvolgerà anche risorse private

Dopo il consiglio dei ministri convocato per oggi vertice di governo oggi a Palazzo Chigi, al quale parteciperanno leader di maggioranza e ministri chiave, tra cui Tajani, Salvini, Crosetto, Giorgetti, e i sottosegretari Fazzolari e Mantovano. Sul tavolo, il delicato tema del sostegno all’Ucraina, ma anche un accordo politico tra Giorgia Meloni e Matteo Salvini su un nuovo piano casa per giovani coppie. Due dossier molto diversi, ma entrambi cruciali per il futuro dell’esecutivo. Ucraina e sminatori: il nodo politico. L’ipotesi sul tavolo riguarda l’invio a Kiev di militari specializzati nella bonifica di mine terrestri e navali. Si tratterebbe di un sostegno operativo, da attivare solo dopo un cessate il fuoco tra Russia e Ucraina.

Ma le resistenze non mancano. Il vicepremier Matteo Salvini, intervenuto al Meeting di Rimini, che ha confermato la sua contrarietà a ogni coinvolgimento militare diretto, sulla questione sminatori, ha risposto secco: “Prima parliamo di pace”.

Meloni, dal canto suo, cerca chiarezza all’interno della maggioranza prima di proseguire i colloqui con gli alleati internazionali, Stati Uniti in primis, che chiedono maggiori certezze sul contributo italiano. Ma se i toni su Kiev restano misurati ma divergenti, sul fronte interno Meloni e Salvini sembrano aver trovato un’intesa. I due leader hanno concordato l’annuncio di un “grande piano casa” dedicato alle giovani coppie, per dimostrare coesione e rilanciare un tema concreto per gli italiani.

Salvini ha confermato che si lavorerà “a quattro mani” con la premier: “Ringrazio Meloni perché insieme stiamo elaborando un piano per permettere ai giovani e alle famiglie di investire nel futuro”. I dettagli sono ancora in fase di definizione, ma l’idea è di affiancare ai 660 milioni già stanziati anche risorse private, per ampliare l’impatto del provvedimento. Intanto, il ministro delle Infrastrutture ha ricordato che sono già in corso oltre 150 cantieri per il recupero di 15mila alloggi popolari, come parte di una strategia più ampia per rispondere all’emergenza abitativa.

 

 

 

 

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