UK, il programma di Keir Starmer: “Rilancio dell’economia del Paese, stop al Piano in Ruanda”

Nel suo primo discorso dopo l’insediamento il premier britannico ha sottolineato la volontà di attuare il cambiamento a partire da un piano per il rilancio della “crescita dell’economia”

I primi cento giorni del governo di Keir Starmer saranno intensi e impegnativi, incentrati inizialmente sulle questioni internazionali. “Vogliamo essere giudicati dai fatti, non dalle parole”: così il nuovo premier britannico. Starmer ha parlato della necessità di “attuare il cambiamento da parte di un Labour che è cambiato” a partire da un piano per il rilancio della “crescita dell’economia” da delineare martedì. Ha poi detto che visiterà Scozia, Galles e Irlanda del Nord, notando come il suo governo abbia “un mandato pieno”, essendo “il primo partito in Inghilterra, Scozia e Galles”. Ha infine aggiunto di aver chiarito cosa attenda dai ministri in termini di condotta e d’efficienza.

La prossima settimana, Starmer volerà a Washington per partecipare al vertice della NATO, dove ribadirà il sostegno britannico alla causa ucraina, una posizione condivisa bipartisanamente a Londra.

Relazioni della Gran Bretagna con l’Europa

La settimana successiva, Starmer ospiterà la riunione della Comunità politica europea a Blenheim Palace, vicino a Oxford. Questo forum, voluto da Macron, mira a includere i Paesi extra UE nel dialogo continentale. Starmer avrà l’opportunità di esporre le sue intenzioni riguardo a una nuova cooperazione con l’Europa, cercando di superare le tensioni post-Brexit.

Agenda Domestica e il Piano Ruanda

L’agenda domestica sarà altrettanto urgente. Uno dei primi provvedimenti sarà l’eliminazione del controverso “Piano Ruanda” dei conservatori, che prevede la deportazione degli immigrati illegali in Africa. Inoltre, Starmer dovrà affrontare la grave situazione dei servizi pubblici, con una priorità particolare alla cessazione dello sciopero dei medici che da mesi affligge il sistema sanitario. Sue Gray, ex inquisitrice di Boris Johnson e ora capo dello staff di Starmer, ha compilato una lista di problemi intrattabili, inclusa la bancarotta di alcune autorità locali e il possibile collasso della società che rifornisce d’acqua Londra.

Diritti dei Lavoratori e Transizione Ecologica

Il 17 luglio sarà un momento chiave con il discorso di re Carlo in Parlamento, durante il quale il nuovo governo annuncerà la sua agenda legislativa. Un provvedimento centrale sarà l’estensione dei diritti dei lavoratori, limitando le possibilità di licenziamento. Questo punto è stato criticato dagli imprenditori che temono un irrigidimento del mercato del lavoro. Importante sarà anche la creazione di un ente nazionale per l’energia per guidare la transizione ecologica e l’avvio dei piani per una graduale rinazionalizzazione delle ferrovie.

Misure Fiscali e Legislazione Controverso

Per rassicurare i mercati, il governo darà all’Ufficio per la Responsabilità del Bilancio (OBR) la facoltà di pubblicare stime sulla politica fiscale del governo. Il governo Starmer riprenderà anche alcuni provvedimenti di Sunak, come il divieto di fumo per i nati dopo il 2009. Prima della pausa parlamentare il primo agosto, Starmer nominerà nuovi Lord laburisti per bilanciare la maggioranza conservatrice nella Camera alta e portare al governo esponenti del mondo dell’economia.

La Prima Legge di Bilancio

Ad ottobre, Rachel Reeves presenterà la prima legge di bilancio del nuovo governo, guidata dal principio di tassare i ricchi. Verrà introdotta l’Iva sulle scuole private, ampliata la tassazione degli extraprofitti delle aziende energetiche e stretta sui “non dom”. Altri punti in discussione includono l’aumento delle tasse sui guadagni da capitale, le eredità e i manager dei fondi di private equity. Tuttavia, questi punti controversi potrebbero essere rimandati, costringendo eventualmente i laburisti a dolorosi tagli alla spesa pubblica per far quadrare i conti

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